18 luglio 2019
Aggiornato 17:30
Immigrazione

Migranti, nasce l'hub Nato per il Sud per il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo

Secondo l'ammiraglio Michelle Howard, il nuovo hub strategico per il Sud - inaugurato oggi nella base Nato di Lago Patria - svolgerà un ruolo particolarmente utile sul fronte del controllo dei flussi migratori attraverso il Mar Mediterraneo

Sbarco di migranti in un porto italiano
Sbarco di migranti in un porto italiano ANSA

GIUGLIANO - Il nuovo hub strategico per il Sud - inaugurato oggi nella base Nato di Lago Patria - svolgerà un ruolo particolarmente utile sul fronte del controllo dei flussi migratori attraverso il Mar Mediterraneo. Ne è sicura l'ammiraglio Michelle Howard, che guida lo JFC di Napoli. «Con due operazioni navali - ricorda - la Nato dà già supporto alla gestione dei flussi di immigrazione di massa a Turchia e Grecia, senza dimenticare Sofia, operazione che ha garantito soccorso e anche accoglienza». Ma è ovvio che «lo scambio di informazioni può facilitare la gestione dei flussi migratori, anche aiutando a distinguere chi fugge da situazioni di pericolo da chi viene con cattivi propositi».

Il ruolo dell'Africa
Howard parte dal presupposto che «la sola Africa copre oltre il 20% della superficie della Terra, senza contare la grande importanza strategica degli spazi aerei e navali» e, guardando al futuro sottolinea «nei prossimi vent'anni la popolazione africana rappresenterà un quarto di quella mondiale». Per non parlare del fatto che «varie nazioni, sia in Africa sia in Medio Oriente, hanno vissuto situazioni di instabilità e violenza alimentate da conflitti religiosi ed etnici» e che «i mezzi di informazione di tutto il mondo danno sempre maggiore spazio ai flussi migratori».

65 mln di rifugiati nel mondo
Citando poi le stime dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'ammiraglio richiama la cifra di 65,6 milioni di persone, con la popolazione mondiale costretta a spostarsi, e sottolinea ancora come «il 56% del flusso migratorio generato da questa condizione interessi l'area geografica di cui si occupa l'Hub di direzione strategica della Nato per il Sud». Un'area estremamente ampia dove società «private e statali» hanno già investito in grandi progetti. Un'area che nei prossimi 30 anni quadruplicherà la sua potenza economica. Per Howard le ragioni dell'importanza del Sud sono da ricercare nella «crescita demografica, nell'instabilità e nelle risorse non sfruttate». Un contesto tale per il quale «l'Hub rappresenta un'occasione unica per entrare a far parte di una comunità di organizzazioni accomunate dalla volontà di garantire un mondo sicuro».