19 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Mary Shelley e l'anno senza estate

Macron e Corbyn i nuovi Frankenstein dell'ordine globale

Il più europeista del capi di stato europei, Emmanul Macron, blocca la Torino Lione, la mitica Tav, annunciando una inaspettata pausa di riflessione. Jeremy Corbyn sostiene che la migrazione di massa stia polverizzando la working class. E' l'ideologia Frankenstein

LONDRA - Duecento anni fa, la giovane scrittrice Mary Shelley pensava uno tra i capolavori della storia della letteratura, conosciuto anche da coloro che non hanno mai aperto le pagine di un libro. Non di quel libro, in assoluto: "Frankenstein». Di lui, del mostro, e del suo creatore, «lo scienziato dall’arte sacrilega» non rimane più nulla: soprattutto della trama, che ha travalicato il suo significato originario, il mito, la leggenda, per trasformarsi in un simbolo della mostruosità umana. Persi gli echi d’amore, la riflessione sulla sconsolata solitudine umana e sulla implacabile vendetta che sgorga dal rifiuto. «Tu devi creare per me una femmina... Tu solo puoi fare una cosa simile, e io te la chiedo come un diritto che non puoi rifiutarmi. Sono perfido perché sono infelice; non sono forse evitato e odiato da tutta l'umanità? Dovrei forse rispettare l'uomo che mi disprezza? Che egli viva con me in termini di mutua bontà e, invece di fargli del male, lo colmerò di attenzioni. Ma ciò non può essere: i sensi umani sono una barriera insormontabile alla nostra convivenza. Ma la mia non sarà l'abietta sottomissione dello schiavo. Mi vendicherò delle offese subite: se non posso ispirare affetto, diffonderò il terrore, e a te soprattutto, mio arcinemico perché mio creatore, giuro odio inestinguibile. Bada bene: lavorerò alla tua distruzione e cesserò solamente quando ti avrò straziato il cuore tanto da farti maledire il giorno in cui sei nato». Frankenstein oggi ha perso la sua potenza iniziale ed è stato trasformato nello spettro di se stesso. Il primato del significante si è spostato dall’impossibilità dell’essere umano di vivere senza relazioni - il mito aristotelico dell’homo autokefalos, l’uomo che basta a se stesso, che come nel caso del Mostro diventa pazzo – alla rivendicata compiacenza verso un modello che mette insieme pezzi che mai avrebbero potuto convivere. La post ideologia, nella sua forma estrema, rivendica il primato di Frankestein.

Macron - Frankenstein
Il presidente francese, Emmanul Macron, uomo di destra, liberista, sciovinista, erede della tradizionale grandeur francese, ha preso una decisione che combacia perfettamente con l’estrema sinistra italiana; il movimento NoTav. Ha fatto dire, alla sua ministra per i trasporti, Elisabeth Borne, che per quanto concerne la nota alle cronache Torino-Lione il governo francese si prende una pausa di riflessone. Sollecitata a fare chiarezza dalle istituzioni italiane che sostengono il progetto, da Oltralpe non è giunta alcuna risposta. Il presidente francese ha quindi fatto propria l’analisi del movimento NoTav, secondo cui – sono parole sue – si devono preferire i trasporti locali alle grandi opere. 

Corbyn - Frankenstein
Jeremy Corbyn, leader del New Labour, storico partito della sinistra britannica, pochi giorni fa ha rilasciato la segente, sconcertante, dichiarazione: «L’immigrazione di massa è un disastro per i lavoratori britannici». Affermazioni forti, che hanno lasciato senza parole buona parte della sinistra globale che vede in lui il nuovo capo carismatico. «Con l'uscita dal mercato unico - ha affermato Corbyn - finirebbe l'importazione all'ingrosso di lavoratori sottopagati dall'Europa centrale, per distruggere le condizioni di lavoro, soprattutto nel settore dell'edilizia». In futuro – ha concluso il capo della sinistra britannica - i lavoratori stranieri potrebbero entrare in Inghilterra «in base ai posti di lavoro disponibili e alla loro capacità di svolgerli. Quello che non permetteremo più è questa pratica delle agenzie, svolta in modo piuttosto vergognoso – reclutare forza lavoro a salario basso e portarla qui, per licenziare la forza lavoro già esistente nell’industria e poi sottopagarla. È spaventoso, e le uniche a trarne vantaggio sono le imprese». Quest’ultimo passaggio appare come un doveroso zuccherino verso la base, che sgomenta ha ascoltato le parole del loro leader, non potendo non notare l’assonanza con quelle della destra inerenti il tema dell'immigrazione.

Ideologia Frankenstein
Dunque, ricapitolando: l’ultra europeista Emmanuel Macron, il presidente che fa suonare l’Inno alla Gioia prima della Marsigliese, manda in soffitta un progetto volto, in linea teorica, a facilitare la mobilità di merci e persone in Europa. Lo fa con poche parole, seppellendo venti anni di scontri e certezze. Jeremy Corbyn, campione della sinistra sinistra, sostiene che le migrazioni di massa stiano «rubando il lavoro» alla working class britannica. Ovvero l’assioma della destra globale, che va da Trump a Matteo Salvini. E’ la politica Frankenstein, l’erede del post ideologismo. Qualcosa di imprevedibile, dettato da condizioni imperscrutabili e non coerenti. Frankestein in duecento anni è molto cambiato, e da sconsolato mostro malato di solitudine si è trasformato nel massimo ideologo del XXI secolo.