14 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Relazioni internazionali

Polonia vuole abbattere monumenti sovietici, Mosca pronta a sanzionarla

Il senato russo ha suggerito di limitare la cooperazione con la Polonia per la legge voluta da Varsavia e destinata a demolire i monumenti ai soldati sovietici che combatterono contro la Germania nazista nella seconda guerra mondiale

MOSCA - Il senato russo ha suggerito di limitare la cooperazione con la Polonia per la legge voluta da Varsavia e destinata a demolire i monumenti ai soldati sovietici che combatterono contro la Germania nazista nella seconda guerra mondiale. In una dichiarazione adottata oggi, i senatori hanno anche chiesto sanzioni contro i legislatori polacchi che hanno promosso la normativa controversa.  La legge polacca adottata il 22 giugno prevede lo smantellamento dei monumenti ai soldati sovietici che hanno dato la vita per liberare la Polonia dal giogo tedesco nel 1945. E proprio questo ha scatenato l'ira di Mosca. I senatori russi hanno anche criticato la data scelta dai deputati polacchi per approvare le nuove regole: il 22 giugno per la Russia segna l'inizio di quella che è conosciuta come la Grande Guerra Patriottica (Seconda Guerra Mondiale, 1941-1945), dove più di 26 milioni di sovietici persero vita.

Battaglia storica
«Il presidente polacco Andrzej Duda, ha promulgato il 17 luglio 2017, la legge entrerà in vigore entro tre mesi e questo significa che quasi 500 monumenti sono destinati a essere smantellati e distrutti», ha detto il Senato russo. All'indomani della promulgazione, sempre da Mosca, il ministero della Difesa russo sul suo sito ufficiale per la prima volta ha pubblicato il 18 luglio i documenti storici sulla liberazione della Polonia nel 1944-1945 da parte dell'Armata Rossa. Un tempismo che non sembra casuale per il progetto: «La liberazione della Polonia. Il prezzo della Vittoria», una raccolta di documenti storici unici dall'Archivio Centrale del Ministero della Difesa russo.

Il ruolo dei russi contro i nazisti
Un posto speciale tra i documenti pubblicati lo hanno le note e le relazioni dell'ufficio politico dell'Armata Rossa. In essi si registrano «numerosi casi di distruzione di massa, il saccheggio e la tortura della popolazione polacca da parte dei nazisti, la distruzione barbarica degli insediamenti e del patrimonio culturale». E «per la prima volta si possono leggere i documenti, che raccontano numerosi casi di atteggiamento favorevole della popolazione polacca e del clero rispetto all'Armata Rossa, la sincera partecipazione dei polacchi per la tumulazione dei soldati sovietici che morirono liberando la Polonia».