22 ottobre 2020
Aggiornato 17:00
Trump chiama Riad

Arabia saudita-Qatar, anche questa volta si punta il dito contro gli hacker russi

Secondo la Cnn, gli inquirenti americani sono convinti che ci sia la Russia dietro l'attacco hacker a danno dell'agenzia di stampa di stato a Doha che ha pubblicato notizie false che hanno contribuito ad alimentare la crisi

NEW YORK - Alla fine di una giornata in cui si è apertamente schierato con l'Arabia Saudita e con altre nazioni arabe nel loro tentativo di isolare il Qatar, Donald Trump ha telefonato al «custode delle due sacre moschee (Mecca e Medina, ndr), re Salman bin Abdulaziz Al Saud» a Riad. Intanto la Cnn scriveva che gli inquirenti americani sono convinti che ci sia la Russia dietro l'attacco hacker a danno dell'agenzia di stampa di stato a Doha con il quale sono state fatte circolare notizie false che avrebbero contribuito ad alimentare la crisi legata al Qatar, accusato dai suoi vicini di finanziare il terrorismo.

Finanziamento gruppi terroristici
Stando a una nota della Casa Bianca, Trump e il re saudita hanno discusso l'obiettivo di «prevenire il finanziamento di organizzazioni terroristiche e di eliminare la promozione dell'estremismo da parte di qualsiasi Paese nella Regione mediorientale». Dopo che ore prima il segretario di Stato Rex Tillerson, dalla Nuova Zelanda, aveva evitato di citare esplicitamente il Qatar, dicendo che tutti i Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) «hanno lavoro da fare» su quei due fronti, Trump ha «sottolineato» che un GCC «unito è cruciale per sconfiggere il terrorismo e promuovere la stabilità nella Regione». Secondo vari analisti uno sfaldamento del Consiglio va tuttavia preso in considerazione, specialmente se sono vere le indiscrezioni raccolte nella notte da SkyNews Arabia secondo cui l'Arabia Saudita ha dato al Qatar un ultimatum in 10 punti da attuare entro 24 ore.

Richieste
Tra le richieste pare ci sia lo stop immediato a qualsiasi legame con la Fratellanza Musulmana (a cui faceva capo il primo presidente egiziano eletto democraticamente Mohamed Morsi quando fu deposto nel luglio 2013 dal generale Abdel Fattah el-Sisi in quello che la Casa Bianca non ha mai definito un colpo di stato) e con Hamas, il primo gruppo islamico nel mondo arabo ad avere vinto elezioni (quelle palestinesi nel 2006) ma considerato un'organizzazione terroristica da Usa, Ue e Regno Unito.

La ricostruzione della Cnn
Secondo la Cnn, l'Fbi ha inviato in Qatar esperti per assistere il governo nel gettare luce sulla presunta intrusione di pirati informatici di cui Doha si lamentò per prima due settimane fa. Secondo funzionari di Washington sentiti dall'emittente, l'obiettivo di Mosca sarebbe quello di creare tensioni tra gli Usa e i suoi alleati: Trump sta rafforzando la sua relazione con l'Arabia Saudita, che ha come storico nemico l'Iran (tanto criticato dal presidente Usa), ma allo stesso tempo sa che ha una base militare cruciale in Qatar.

Le fake news sarebbero state pubblicate il 24 maggio scorso: dichiarazioni favorevoli a Teheran (definita "una potenza islamica che non può essere ignorata") o Hamas ("il rappresentante legittimo del popolo palestinese") attribuite al Qatar. Da qui - è la tesi - sarebbe nata la decisione, capitanata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti di tagliare le relazioni diplomatiche con il Qatar. A quest'ultima mossa hanno aderito anche Egitto, Bahrein, Yemen, Maldive e il generale libico Khalifa Haftar, a cui fa capo la parte orientale della nazione nordafricana.