25 gennaio 2020
Aggiornato 22:00
Amministrazione Trump

Mentre a casa si parla di Russia, Trump punta sull'Islam

La visita in Arabia Saudita di oggi e domani è un momento fondamentale per iniziare il dialogo non solo con l'Arabia saudita ma anche con i principali leader della regione: ci sarà infatti un incontro in onore di Trump con i capi di stato delle 40 principali nazioni a maggioranza musulmana.

Il Presidente americano Donald Trump al suo arrivo a Riad
Il Presidente americano Donald Trump al suo arrivo a Riad ANSA

NEW YORK - Donald Trump, che più volte ha espresso pareri ostili nei confronti dell'Islam, ha iniziato il suo primo viaggio internazionale con l'idea di dare un segnale di cambiamento e di vicinanza al mondo musulmano. Così mentre a casa continua senza tregua lo scandalo dei legami tra la sua campagna elettorale e l'intelligence russa, l'Arabia Saudita accoglierà il presidente degli Stati Uniti come una star. A Riyadh le vie del centro sono già piene di bandiere saudite e americane, enormi cartelloni con il volto di Trump vicino a quello di re Salman, slogan molto vaghi come «Insieme prevarremo».

La visita in Arabia Saudita di oggi e domani è un momento fondamentale per iniziare il dialogo non solo con l'Arabia saudita ma anche con i principali leader della regione: ci sarà infatti un incontro in onore di Trump con i capi di stato delle 40 principali nazioni a maggioranza musulmana. Si parlerà di lotta all'estremismo ed è atteso un discorso di Trump proprio sull'Islam.
In un paese conservatore come l'Arabia saudita, l'arrivo di Trump ha spinto i monarchi ad organizzare un concerto di Toby Keith, musicista country americano, insieme a un artista di musica tradizionale araba. Si tratta di un iniziativa molto rara, visto che l'Arabia saudita non è particolarmente aperta ai concerti e agli eventi ricreativi. Ieri inoltre, 400 motoristi di Harley-Davidson hanno sfilato nella capitale saudita, indossando una polo bianca con la scritta "no al terrorismo".

«La gente dice tante cose durante la campagna elettorale. Non credo che il presidente Trump sua contro niente», ha detto al Wall Street Journal il ministro degli Esteri saudita Adel al Jubeir, ricordando che il muslim ban è semplicemente un modo per farsi sentire e chiedere ai paesi a maggioranza islamica di aprire un rapporto di collaborazione contro il terrorismo. Anche Barack Obama aveva cercato di cambiare le relazioni con i Paesi a maggioranza musulmana. In un discorso dal Cairo aveva parlato di "un nuovo inizio", anche se poi non è mai riuscito a portare a termine la sua agenda e si è spesso scontrato con le politiche regionali dei Paesi islamici.
Ma la visita di Trump permette anche di mettere in campo una serie di partnership commerciali ed economiche. Allo stesso tempo è una opportunità per il regno sunnita di dare una immagine più morbida e meno illiberale a livello globale. Non da ultimo rappresenta un segnale a tutti i Paesi della regione e in particolare all'Iran, principale rivale nell'area su cui sta cercando di espandere la sua influenza.

(con fonte Askanews)