19 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Nei giorni dei nuovi negoziati di Ginevra

Siria, sei anni di guerra ripercorsi a tappe

Sono trascorsi ormai sei anni dall'inizio del conflitto siriano, un conflitto che ha mietuto 320mila morti e causato milioni di sfollati e rifugiati

Il conflitto siriano ha mietuto più di 300mila vittime in sei anni.
Il conflitto siriano ha mietuto più di 300mila vittime in sei anni. ( ANSA )

BEIRUT - Sono ormai sei anni da quando è scoppiata la devastante guerra civile siriana, sei anni che hanno lasciato il Paese in rovina. Una guerra che, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ha mietuto più di 320mila morti e che ha visto lentamente trasformarsi una protesta che chiedeva libertà e diritti civili in un vero e proprio conflitto portato avanti dagli estremisti e dai jihadisti dell'Isis e di gruppi affiliati. Nelle ore in cui a Ginevra si tenta nuovamente la strada del dialogo, ripercorriamo insieme le tappe più importanti del conflitto.

Rivolta e repressione
15 Marzo 2011: proteste senza precedenti chiedono le libertà civili e la libertà per i prigionieri politici, dopo 40 anni di governo repressivo da parte della famiglia Assad. Denunciando «una rivolta armata da parte di gruppi salafiti», il regime reprime le manifestazioni a Damasco e nella città meridionale di Daraa, ma le proteste continuano. Nel mese di luglio, il colonnello disertore dell'esercito siriano Riyadh al-Assad mette in piedi il Free Syrian Army, composto dai ribelli con base in Turchia. Gruppi islamici radicali si uniscono alla rivolta.

Combattimenti aerei
1 marzo 2012: forze del regime sottraggono ai ribelli Baba Amr, quartiere nella città di Homs, dopo 27 giorni di pesanti bombardamenti.
17 lug 2012: combattenti del FSA fanno scoppiare una battaglia per Damasco, ma il governo resiste.
A partire dal 2013, il regime colpisce le roccaforti dei ribelli in tutto il Paese con barrel bomb improvvisate.

L'Iran entra in gioco
Aprile 2013: il potente movimento sciita libanese Hezbollah sostenuto dall'Iran dichiara di essere intervenuto a sostegno del regime. L'Iran garantisce il suo sostegno militare ad Assad, che appartiene alla setta sciita alawita.

Armi chimiche
21 agosto 2013: Washington, che sostiene i ribelli, accusa il regime di aver ucciso più di 1.400 persone con armi chimiche nei distretti ribelli vicino a Damasco. Nel mese di settembre, gli Stati Uniti e la Russia, alleata di Assad, concordano un piano per eliminare le armi chimiche dalla Siria, evitando la minaccia di raid aerei. 

L'ascesa dei jihadisti
A partire dal 2013, i jihadisti, in particolare di Al-Qaeda legata Al-Nusra, si espandono nel Nord del Paese a spese dei ribelli moderati. Nel 2014, il gruppo Stato Islamico conquista ampie porzioni di territorio, proclamando un sedicente «califfato» in alcune aree della Siria e dell'Iraq.

Raid internazionali
Nel mese di settembre 2014, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama promette di costruire una coalizione internazionale contro l'Isis. Il 23 settembre, gli Stati Uniti, i suoi alleati arabi ed europei lanciano attacchi aerei contro Daesh. I bombardamenti favoriscono i gruppi curdi, che avevano dichiarato nel 2013 «amministrazioni autonome» nel Nord della Siria.
Nel mese di gennaio 2015, i combattenti curdi sostenuti dalla coalizione cacciano l'Is dalla città di confine di Kobane.

La Russia interviene
30 Settembre 2015: la Russia lancia i primi attacchi aerei sulla Siria, dichiarando di puntare ai «gruppi terroristici», tra cui l'Isis. L'opposizione sostiene che Mosca colpisce i ribelli moderati per sostenere Assad.
Il regime comincia a riprendere terreno.

La Turchia interviene
24 Agosto 2016: la Turchia lancia l'Operazione Scudo dell'Eufrate nella provincia di Aleppo per affrontare i terroristi, ma soprattutto le milizie curde sostenute dall'Occidente. 

Il regime riprende Aleppo
22 Settembre 2016: l'esercito siriano annuncia una grande offensiva per strappare ai ribelli Aleppo orientale. La seconda città della Siria ed ex capitale economica, era stata divisa fra ribelli e regime dal 2012.
22 dicembre 2016: l'esercito dichiara di avere il pieno controllo di Aleppo, dopo che un ultimo convoglio di civili e combattenti ribelli lascia la città.

Cessate il fuoco
29 dicembre 2016: il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco a livello nazionale, promuovendo nuovi negoziati ad Astana, in Kazakistan, diretti da Mosca, dall'Iran e dalla Turchia.

Pressione sull'IS
Ai primi di novembre 2016, l'obiettivo dell Forze democratiche siriane curdo-arabo (SDF) sostenute dagli Usa è riprendere la capitale Raqa. Ankara è ostile all'idea, temendo che ciò possa avvantaggiare i curdi siriani, e dunque incoraggiare le rivendicazioni di quelli turchi. Damasco afferma che la riconquista di Raqqa è una delle sue priorità.