27 giugno 2017
Aggiornato 07:00
Vuole ampliare le proprie forze armate a 200mila soldati

E ora la Germania vuole tornare ad essere una potenza militare

Proprio in un momento in cui si parla di nuovi equilibri nella Nato e di difesa europea, la Germania lavora per ampliare la propria forza militare. Anche in funzione anti-russa

La cancelliera tedesca Angela Merkel.
La cancelliera tedesca Angela Merkel. (Drop of Light / Shutterstock.com)

BERLINO - La Germania di Angela Merkel sta lentamente abbandonando la tradizionale riluttanza a esercitare il suo potere militare, e ha di recente annunciato l'intenzione di aumentare l'ampiezza delle proprie forze armate a 200mila soldati nel corso dei prossimi 7 anni. La mossa giunge dopo che il segretario alla Difesa Usa James Mattis ha ribadito la richiesta del nuovo Commander in Chief all'Europa: aumentare il contributo economico entro l'Alleanza atlantica, proprio mentre nel Vecchio Continente si parla sempre più spesso della necessità di dotarsi di una difesa comune.

Cosa cambia
Secondo il ministro tedesco della Difesa Ursula Von Der Leyen, l'ampliamento della forza militare tedesca «raramente è stata neccessaria quanto lo è ora», «sia che si tratti di lotta contro il terrorismo dell'Isis, la stabilizzazione del Mali, il continuo supporto all'Afghanistan, le operazioni contro il traffico di esseri umani nel Mediterraneo o l'aumentata presenza Nato nel Baltico». Aumenterà dunque il ruolo militare dei soldati professionisti dall'attuale livello di 178mila ai 198mila entro il 2025. Lo scorso maggio, la Germania ha già annunciato che avrebbe accresciuto le sue truppe a 193mila unità entro il 2023.

Precedenti storici
Certo, nulla di paragonabile ai tempi della Guerra fredda. Allora, la Germania dell'Ovest aveva un esercito da 500mila unità, che ha costituito una parte centrale della strategia della Nato per contenere l'Unione sovietica. Dalla caduta del Muro di Berlino, il numero di soldati tedeschi è progressivamente sceso, fino a raggiungere nel 2015 il livello più basso di 166.500.

Perché proprio ora?
Tuttavia, la mossa di rafforzamento militare è certamente significativa. Perché la Germania, proprio come il Giappone, a causa dei propri trascorsi durante la Seconda Guerra Mondiale è culturalmente avversa alla forza militare. Una forma mentis che rimane salda, a giudicare dalla prudenza che si legge nelle parole del ministro degli Ester Sigmar Gabriel: «Ci si deve chiedere se calmerebbe davvero i vicini l'eventualità che la Germania si trasformi in una grande potenza militare in Europa», ha detto. Eppure, la tendenza si è in parte invertita con il crescere delle tensioni con la Russia dopo la crisi ucraina e con il montante caos mediorientale, che ha portato in Europa milioni di rifugiati.

Lo scettro di Obama alla Merkel
Il tutto, nel quadro di un auspicato rafforzamento del ruolo di Berlino nella Nato, proprio nel momento in cui il nuovo Presidente degli Stati Uniti ne ha ripetutamente messo in dubbio gli equilibri storici. Non solo chiedendo maggior impegno agli alleati europei, peraltro addirittura mettendo in discussione il principio cardine di mutuo soccorso, ma anche definendo l'Alleanza più di una volta «obsoleta». D'altra parte, durante il suo ultimo tour europeo pochi giorni dopo l'elezione di Trump, Barack Obama ha ufficialmente «passato il testimone» ad Angela Merkel come nuovo difensore dell'attuale ordine mondiale, che l'allora Presidente in carica temeva potesse essere sconvolto dalle iniziative incendiarie del proprio successore.

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L'annosa questione delle spese della Nato
Nonostante le recenti rassicurazioni del titolare della Difesa Usa James Mattis, la questione delle spese della Nato rimane attuale, ed è stata a lungo una spina nel fianco nelle relazioni europeo-statunitensi. Solo cinque dei 28 membri della NATO attualmente soddisfano l'obbligo di spendere il 2% del PIL per la difesa: gli Stati Uniti, Regno Unito, Estonia, Polonia e Grecia. La Germania spende 1,2% del suo PIL, e dovrebbe spendere altri $ 66 miliardi di dollari per raggiungere la soglia del 2%.

Russia e Isis
Eppure, secondo gli esperti, la nuova direzione militare teutonica risponde più al timore di una escalation con la Russia e alla lotta con l'Isis piuttosto che alla volontà di rispondere all'appello trumpiano. Anche perché, mentre le ultime mosse rappresentano più che altro un incremento quantitativo, Merkel aveva già annunciato un aumento delle spese della difesa nell'ottobre 2016, prima che Trump fosse eletto.

L'attivismo contro Mosca
Non è forse un caso che il Paese europeo più impegnato a schierare truppe e carri armati in Lituania, a ridosso del confine con la Russia, sia proprio la Germania. A febbraio, il ministro dell'Interno tedesco si è recato in Lituania  per presenziare alla cerimonia di benvenuto ai primi elementi dell'unità multinazionale di intervento rapido. A pieno regime, il battaglione conterà mille uomini, di cui 450 tedeschi. Il nucleo delle Forze armate tedesche è costituito da un battaglione di fanteria meccanizzata proveniente da Oberviechtach, nella Baviera. Entro la fine del mese vi giungeranno anche 20 veicoli corazzati per la fanteria Marder e sei carri armati Leopard 2.