29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
Un piano in 12 punti

Gb, Theresa May sceglie l'«hard Brexit»: Londra fuori dal mercato unico europeo

La premier britannica Theresa May ha chiarito oggi la road map per l'uscita di Londra dall'Ue: la via prescelta è quella dell'«hard Brexit», con l'abbandono del mercato unico europeo

LONDRA - La premier britannica Theresa May ha chiarito questa mattina il suo piano per la Brexit, in un discorso molto atteso che pare mettere fine agli indugi e alle incertezze. Mau ha affermato che il successo dell'Europa è nell'interesse nazionale del Regno unito, non il suo «smantellamento». «Resta nettamente e fortemente nell'interesse nazionale britannico che la Ue abbia successo» ha detto May. Ha chiarito dunque il significato del voto del 23 giugno: «Il nostro voto per lasciare l'unione europea non è stato un no ai valori che condividiamo. La decisione di lasciare la Ue non rappresenta un desiderio di allontanarci da voi, amici e vicini».

L'Ue poco flessibile con Londra
Quasi un modo per indorare una pillola che, inutile negarlo, per Bruxelles è particolarmente amara. May ha accusato senza mezzi termini l'Ue di essere stata troppo poco «flessibile» con Londra, ma ha chiarito che il Regno rifiuterà qualsiasi relazione con Bruxelles che lo lasci a metà strada tra il dentro e il fuori. La premier britannica Theresa May ha dichiarato di poter confermare che il Parlamento britannico voterà sull'accordo finale per la Brexit prima che entri in vigore. 

Accordo a breve termine
Secondo May molti Paesi membri Ue vogliono che venga raggiunto un accordo a breve, altri meno, e il governo britannico spingerà per ottenere un'intesa al più presto, ha aggiunto la premier. May ha annunciato oggi che la Gran Bretagna deve riprendere il controllo delle sue leggi e questo la farà diventare più forte. Per i negoziati saranno seguiti 12 principi, de facto un piano in altrettanti punti.

Addio al mercato unico
La Brexit implicherà dunque l'uscita dal mercato unico europeo, ha detto la premier britannica Theresa May, che però vuole un accordo doganale con l'Ue, cosa che potrebbe implicare una membership «parziale» all'unione doganale. May, che ha illustrato da Lancaster House il suo piano per l'uscita dall'Unione europea, ha detto di volere «un qualche tipo di accordo doganale con l'Ue», ma «come questo prenderà forma concretamente sarà poi deciso».

Un processo per gradi
Londra ritiene che un «processo per gradi di attuazione» della Brexit sia nell'interesse reciproco di Ue e Gran Bretagna. May ha detto di voler evitare «un dannoso salto nel vuoto» e di favorire un accordo per una transizione «per fasi» in modo da consentire l'"attuazione» di vari aspetti della Brexit. Inoltre, il periodo di transizione potrà variare in relazione ai vari aspetti.

La via dell'hard Brexit
Per gradi sì, ma l'addio all'Ue sarà comunque decisivo, senza nessuna via di mezzo. La May, in pratica, sposa la via dell'«hard Brexit», così riassunta nel suo discorso:  «Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo ma cercheremo un accordo ambizioso di libero scambio con la Ue». Per la prima volta dunque il capo del governo britannico ha detto ufficialmente quello che da Bruxelles molti temevano: la priorità sarà quella di conservare la sovranità in materie cruciali per l’opinione pubblica britannica come l'immigrazione; per far questo, il suo governo è disposto a uscire dal mercato unico europeo, rinunciando alla libera circolazione di merci, persone e capitali. «Non vogliamo più contribuire al bilancio europeo», ha precisato. Restare nel mercato unico, ha spiegato, significherebbe «essere vincolati dalle leggi europee. Il che implicherebbe di fatto non lasciare la Ue. Entrambe le parti nel corso del referendum – ha del resto argomentato la premier britannica – hanno dichiarato che lasciare l'Unione avrebbe significato uscire anche dal mercato unico».