27 maggio 2020
Aggiornato 17:00
Premier britannica teme rivolta di una parte dei suoi parlamentari

Brexit, la mossa della May per accelerare i tempi

La premier britannica Theresa May ha indicato che accetterà le richieste dei parlamentari di rendere pubblici i suoi piani per la Brexit, se loro accetteranno i tempi fissati dal Governo

LONDRA - La premier britannica Theresa May ha indicato che accetterà le richieste dei parlamentari di rendere pubblici i suoi piani per la Brexit prima di avviare i negoziati formali, se loro accetteranno i tempi fissati dal governo per l'uscita dalla Ue. May rischia la ribellione di una quarantina di deputati del suo partito conservatore su una mozione d'opposizione, che le chiede di scoprire le carte prima dell'avvio dei negoziati formali con il ricorso all'articolo 50 del trattato di Lisbona, il meccanismo che dà il via al divorzio.

La mossa di May
In un emendamento pubblicato oggi, May accoglie la richiesta a condizione che i deputati «rispettino i desideri» espressi dal popolo britannico nel referendum del 23 giugno di lasciare l'Unione e accettino la sua scadenza di avviare il negoziato entro fine marzo. La mossa della May mira a scavalcare l'opposizione dei laburisti, che hanno presentato inizialmente la mozione. Fino a 40 deputati tory sono pronti a votarla in una rivolta simbolica contro la premier, che si rifiuta di fornire un «commento in diretta» sulla sua strategia per la Brexit.

Il braccio di ferro con l'Alta Corte
Il governo ha fatto ricorso alla Corte suprema per impedire che Westminster possa dire al sua sulla decisione di fare ricorso all'articolo 50. I sostenitori della Brexit temono che i parlamentari, a grande maggioranza contrari all'uscita dalla Ue, possano cercare di rinviare il processo e di alleviarne le condizioni. La mozione laburista «invita il primo ministro a impegnarsi a pubblicare il piano del governo per lasciare la ue prima che venga fatto ricorso all'articolo 50». Inoltre «conferma che non verranno rivelati materiali che potrebbero ragionevolmente essere ritenuti in grado di danneggiare la Gran bretagna in un negoziato». L'emendamento del governo, pubblicato su Twitter dal parlamentare conservatore Steve Baker, aggiunge che «questa Camera rispetterà i desideri del Regno unito espressi nel referendum del 23 giugno. Inoltre chiede al governo di invocare l'articolo 50 entro il 31 marzo 2017». La mozione e l'emendamento saranno oggetto di un dibattito non vincolante alla Camera dei comuni domani.

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