17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Nel giorno dei funerali

Morte Shimon Peres, la contro-narrazione dei media arabi: «Un criminale di guerra»

E' il giorno dei solenni funerali di Shimon Peres, ma le lodi per quello che è stato tratteggiato come «uomo di pace» arrivano solo da una parte del mondo. Gli arabi, di lui, pensano tutt'altro

GERUSALEMME - Nel giorno dei funerali alla presenza dei più influenti leader mondiali per dire addio a Shimon Peres, la morte dell'ex presidente di Israele fa discutere il mondo arabo, tra il silenzio ufficiale dei governi e l'aperta ostilità di una opinione pubblica che vede nello scomparso premio Nobel piuttosto che un uomo di pace «un criminale di guerra».

Del resto, noi del Diario abbiamo già tratteggiato la complessità di una figura che è stata innanzitutto controversa, nonostante il Nobel per la Pace e le lodi unanimi dell'Occidente. Nessun eccessivo stupore, dunque, se mentre da tutte le capitali del mondo arrivano condoglianze e omaggi, spicchi il silenzio assoluto di quelli arabi. Nessun comunicato ufficiale è stato pubblicato in Egitto e Giordania, due paesi che hanno firmato un accordo di pace con Israele. Nonostante gli accordi di Camp David nel 1979 (Egitto-Israele) e quelle del 1994 (Giordania-Israele), le opinioni pubbliche nei due Paesi rimangono in gran parte ostili a Israele.

Dolorosi ricordi per l'Egitto
In Egitto, dove il 6 ottobre, (la guerra del Kippur nel 1973), è un giorno festivo, i decenni di guerra con Israele restano un ricordo doloroso. Per esempio, nel mese di marzo, il parlamento egiziano ha escluso un deputato, Tawfiq Okasha, che aveva ricevuto a casa sua l'ambasciatore israeliano per cena. In Giordania, dove più della metà della popolazione è di origine palestinese, l'antagonismo con Israele resta molto evidente. Tra le principali lamentele contro Peres quella di avere ordinato, quando era primo ministro, i bombardamenti su un campo delle Nazioni Unite nei pressi del villaggio libanese di Cana nel 1996 causando la morte du 106 civili. «Mille dannazioni alla sua anima. Anche se ho voluto per lui l' inferno, ha avuto una morte che si adatta ai suoi crimini contro gli arabi ed i palestinesi». Ha detto in un comunicato il ministro dell'Informazione libanese, Wael Abou Faour.

Reazione composta di Abbas
Una reazione che contrasta con quella di Mahmoud Abbas, il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, che ha elogiato ieri Shimon Peres come un «partner coraggioso per la pace». Abbas, inoltre, parteciperà ai funerali che si terranno domani a Gerusalemme.

L'unico omaggio dal Bahrein
L'unico Paese arabo ad omaggiare Peres è stato il Bahrein: «Riposa in pace presidente Shimon Peres, guerriero e uomo di pace che manca ancora in Medio Oriente», ha twittato oggi lo sceicco Khaled bin Ahmed al-Khalifa, ministro degli Esteri del piccolo Paese del Golfo.

Dall'Iran al Marocco la stampa non lo elogia
Dall'Iran (Paesi musulmano ma non arabo) al Marocco, i titoli della stampa testimoniano l'immagine negativa data a Shimon Peres. «Peres, l'ingegnere del massacro di Cana è morto», titola Al Ahram, giornale di Stato egiziano. Peres «Ha commesso crimini di guerra contro i palestinesi e il Libano», recita invece il titolo del giornale, sempre egiziano, Al-Masry Al-Youm

In Giordania lo accusano di crimini
In Giordania, il quotidiano Al-Rai ha protestato contro i «discorsi ipocriti dei colonizzatori occidentali» che presentano Peres come un uomo di pace, dimenticando «i suoi crimini»«Il padrino degli insediamenti è un assassino», è invece il titolo su Peres di al Akhbar giornale libanese vicino alle milizie sciite degli Hezbollah. 

Social arabi
Sui social network in lingua araba, i commenti sulla morte dell'ex presidente di Israele, se possibile sono ancora più aspri di quella dei media. Molti internauti tunisini ricordano che Peres era già primo ministro nel bombardamento della sede tunisina dell'OLP da parte dell'aviazione israeliana a Hammam Chott vicini a Tunisi, che nel 1985 ha fatto 68 morti (50 palestinesi e 18 tunisini) e cento feriti.

(Con fonte Askanew)