19 settembre 2019
Aggiornato 02:30
Dislocati bombardieri in base di Hamadan, le foto su Twitter

Siria, primo raid di caccia russi dall'Iran. La strategia di Putin tra Teheran e Ankara

Bombardieri russi sono partiti per la prima volta (e a sorpresa) dalla base iraniana di Hamadan per colpire target dell'Isis. L'inizio della nuova strategia di Putin in Medio Oriente?

MOSCA - Nuova collaborazione strategica (a sorpresa) nel teatro bellico siriano contro l'Isis. Bombarideri russi Tu-22M3 sono partiti dalla base iraniana di Hamadan, in Iran e hanno colpito in particolare cinque depositi di armi in Siria. Usati i terribili bombardieri Tu-22M3 e i jet Su-34.

Uno sviluppo inedito
In uno sviluppo inaspettato, i bombardieri russi Tu-22M3 sono apparsi nella base iraniana di Hamadan, in Iran, e oggi il ministero russo della Difesa ha confermato il dispiegamento. Le immagini sono state pubblicate su Twitter da Warfare Worldwide. Oltre ai Tu-22M3, nella foto si vedono aerei da trasporto militare IL-76 colorati in base alle varianti previste dall'aviazione militare russa. Secondo quanto si apprende dal Ministero della Difesa russo i Tupolev Tu-22M3 e Sukhoi Su-34 sono partiti «carichi di bombe» dalla base di Hamadan (Repubblica Islamica dell'Iran), per un attacco aereo contro obiettivi sui gruppi terroristici dello Stato islamico e Dzhabhat al Nusra (affiliato ad al-Qaeda) nelle province di Aleppo, Deir ez-Zor e Idlib.

L'attacco
Nell'attacco sono stati «colpiti cinque grandi depositi di armi, munizioni, carburante e lubrificanti, campi di addestramento per militanti nelle aree degli insediamenti di Serakab, Al-Bab, Aleppo e Deir el-Zor, tre punti di controllo dei militanti vicino alla città di Jafr e Deir ez Zor e un significativo numero di militanti». Tutti gli obiettivi del raid venivano utilizzati dai «gruppi di militanti che operano nella zona di Aleppo».

Coordinamento
L'azione russa è stata coordinata con copertura aerea ai cacciabombardieri condotta dai Su-30cm e dai Su-35, partiti dalla base siriana di Hmeymim, utilizzata ormai da quasi un anno da Mosca. «Tutti gli aerei russi, dopo la missione di combattimento che ha avuto successo, sono tornati alla base», sottolinea il Ministero.

La conferma dell'Iran
L'Iran ha confermato ufficialmente l'uso delle sue basi militari da parte di aerei russi per colpire postazioni dello Stato Islamico (Isis) in Siria. Interpellato dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana «Irna» sulle notizie dell'utilizzo da parte dell'aviazione militare russa dei cieli e di strutture militari iraniane per compiere raid aerei «contro postazioni dei terroristi in Siria», il capo della sicurezza nazionale iraniana, Ali Shamkani, ha risposto così: «La collaborazione tra Teheran e Mosca per la lotta contro il terrorismo è strategica» aggiungendo: «al riguarado, stiamo coordinando capacità e strutture».

Collaborazione non solo militare
Una collaborazione, quella tra Iran e Russia, che va al di là della pura strategia militare. Sputnik, citando l'agenzia di stampa Shana, ha infatti di recente annunciato che Teheran costruirà con la Russia due centrali nucleari. Nulla di cui stupirsi, visto che, nel novembre 2014, l'Iran e la Russia hanno firmato una serie di accordi che ampliano la cooperazione nell'uso pacifico dell'energia nucleare ed aprono la possibilità di costruire una centrale nucleare in Iran con 8 reattori di tecnologia russa. Inoltre, è stato firmato un contratto per la costruzione del secondo blocco con 2 reattori della centrale di «Bushehr».

Il nuovo asse del Medio Oriente
E dopo il riavvicinamento con Ankara, diversi analisti hanno sottolineato come sia in via di formazione un nuovo, inedito, asse tra Russia, Turchia e Iran, asse confermato dalle dichiarazioni del vice ministro degli Esteri di Teheran, Ibrahim Rahimpur. «Noi vorremmo, al fianco del presidente Putin, assistere Erdogan nel creare buone condizioni e risolvere i problemi, in modo che possa prendere la decisione giusta - ha affermato -. Si tratta di questioni regionali, dall'Iraq alla Siria. Penso che sia Rouhani sia Putin sono pronti a fornire a Erdogan assistenza e a mostrare sostegno. Il supporto che Putin e Rouhani potrebbero fornire non può essere garantito né dagli arabi né dagli stati occidentali. La nostra regione - ha concluso - ha bisogno che Russia, Iran e Turchia abbiano buoni rapporti». Un asse che farebbe certamente impallidire Washington, e che farebbe superare a Teheran e Ankara, grazie all'intermediazione di Mosca, una rivalità storica.