21 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Germania

Attentato Monaco, sparatoria al centro commerciale: 9 morti. L'autore è un 18enne tedesco iraniano

È un 18enne tedesco-iraniano, che da tempo vive a Monaco, il «killer solitario». La polizia di Monaco conferma che ad agire è stato un solo uomo. Lo stesso che, dopo avere ucciso nove persone e averne ferite 16 tra il McDonald's e il centro commerciale «Olympia» nel quartiere Moosach, di Monaco di Baviera, si è suicidato a circa un chilometro dal luogo.

MONACO DI BAVIERA - La sparatoria di ieri nel centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, che ha fatto nove morti, è stata opera di un singolo uomo, che dopo la strage si è ucciso. Il sospetto è un 18enne di doppia nazionalità tedesca e iraniana, che viveva a Monaco, ha riferito la polizia, che tuttavia al momento non può escludere del tutto la complicità di altre persone. Tra le vittime figurano anche dei bambini. Sedici persone sono rimaste ferite, tre sono in gravi condizioni. Le forze di sicurezza, che per alcune ore hanno dichiarato lo stato di emergenza in città, hanno perquisito la casa del killer. Gli inquirenti hanno raccolto numerosi elementi che, tuttavia, non hanno ancora permesso di chiarire il reale movente dell'omicida. Alle prime ore di oggi, riferisce la Bild, gli agenti hanno portato in caserma e interrogato anche il padre dell'attentatore.

Il sospetto non era conosciuto alle Forze dell'Ordine
Un'enorme caccia all'uomo era stata lanciata ieri dopo che si era diffusa la notizia che un commando di tre uomini armati era coinvolto nell'attacco. Poco dopo le 20, circa un'ora e 40 minuti dopo le notizie della sparatoria, sono arrivate le immagini di agenti di polizia pesantemente armati che stavano circondando anche l'area di Karlsplatz, in un'operazione dichiaratamente separata da quella nel centro commerciale e poi conclusasi con un nulla di fatto. Il corpo del sospetto, con accanto uno zainetto rosso, è stato trovato a circa un chilometro dal centro commerciale Olympia, luogo della sparatoria, nel quartiere nord-occidentale di Moosach. Il capo della polizia di Monaco di Baviera Hubertus Andrae ha spiegato in conferenza stampa che il sospetto non era conosciuto alle forze dell'ordine e che al momento non ci sono elementi che facciano presupporre legami con gruppi terroristici.

Nessuna ipotesi è esclusa
Le indagini comunque proseguono e nessuna delle ipotesi è esclusa. Secondo una testimone, prima dell'inizio della sparatoria - davanti a un McDonalds di fronte al centro commerciale -, il giovane tedesco-iraniano avrebbe gridato Allah-U-Akbar. L'informazione non è stata però confermata ufficialmente dagli inquirenti, che non escludono al momento neppure la pista xenofoba, vista anche la suggestiva coincidenza con il quinto anniversario dei due attacchi terroristici in Norvegia del 2011, dove il fanatico di estrema destra Anders Behring Breivik uccise 77 persone. L'attentatore, d'altra parte, è stato ripreso con un cellulare da un residente, che ha dialogato brevemente con lui: «Smetti di filmare. Non ho fatto niente. Io sono tedesco», ha urlato il giovane killer, che avrebbe anche inveito contro i turchi.
La notizia dell'azione di un possibile commando di tre uomini si è diffusa dopo che alcuni testimoni hanno visto due persone lasciare il luogo della sparatoria, in macchina, "a velocità considerevole». La polizia ha poi confermato però che i due sospetti non erano coinvolti nella strage. «Il motivo e la spiegazione di questo crimine non sono completamente chiari», ha confermato il capo della polizia.

Migliaia di persone impossibilitate a tornare a casa
Dopo l'attacco, il sistema di trasporto della capitale bavarese è stato sospeso e la stazione ferroviaria centrale evacuata. Il trasporto pubblico è stato poi riaperto diverse ore più tardi quando la polizia ha potuto dare un cauto «via libera». Migliaia di persone, bloccate dallo stato di emergenza e incapaci di tornare a casa, hanno trovato riparo presso residenti del quartiere, lo stesso dell'evento terroristico avvenuto durante le Olimpiadi estive del 1972, quando un commando palestinese irruppe negli alloggi destinati agli atleti israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica di Israele (un successivo tentativo di liberazione da parte della polizia tedesca portò alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque membri del commando e di un poliziotto tedesco).

Merkel: Studiamo tutte le ipotesi
La polizia ha subito descritto la sparatoria come «una situazione grave di terrorismo», anche se i funzionari bavaresi hanno più volte ribadito di non conoscerne il movente. Il capo di gabinetto della cancelliera Angela Merkel, Peter Altmaier, ha spiegato alla televisione nazionale di «non potere escludere che l'episodio sia collegato al terrorismo», ma che «non si può neppure confermare con certezza». «Si stanno studiando tutte le ipotesi», ha aggiunto. La polizia ha esortato il pubblico a evitare speculazioni sui social media, mentre una riunione del gabinetto di sicurezza del governo si terrà oggi.

La solidarietà dei partner mondiali
Immediata la solidarietà internazionale, dal presidente Usa Barack Obama che ha espresso «pieno sostegno» alla Germania al capo dello stato francese Francois Hollande reduce dall'attentato di Nizza. Messaggi di solidarietà anche dall'Unione europea, dal ministro degli Esteri britannico Boris Johnson e dall'Italia, dove il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rivolto ad Angela Merkel il pensiero partecipe di tutto il Paese e il dolore per le persone decedute. «Ancora sangue in Europa. Italia reagisce con solidarietà e amicizia alla Germania, siamo vicini alle famiglie delle vittime», ha scritto invece su Twitter il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.