20 luglio 2019
Aggiornato 07:30
Leader Ukip: Regno unito non sarà l'ultimo a uscire dalla Ue

Brexit, Farage attaccato da Juncker avverte: «Londra non sarà l'ultima»

L'intervento del leader dell'Ukip Nigel Farage è stato accolto da un coro di fischi, ma l'esponente britannico ha avvisato Bruxelles sul possibile effetto domino della Brexit

BRUXELLES - Un coro di fischi e «buu» di molti eurodeputati ha salutato l'inizio dell'intervento del leader dell'Ukip e alfiere della Brexit, Nigel Farage, alla seduta straordinaria sull'esito del referendum in Gran Bretagna di uscita dall'Ue. E l'esponente britannico lanciato diverse provocazioni, salvo poi concludere con un appello a stipulare un trattato di libero scambio tra l'Ue e il Regno Unito. Farage, che teneva una bandierina britannica al suo seggio, siedeva quasi accanto al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Londra non sarà l'ultima
«Buffo no? - ha esordito Farage - quando sono entrai 17 anni fa nel Parlamento Ue e dissi che volevo fare una campagna per l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue ridevate tutti. Adesso non ridete. Vogliano riprenderci il nostro Paese e vogliamo essere indipendenti. E nel farlo ora offriamo una speranza. Il Regno unito - ha sostenuto Farage - non sarà l'ultimo a uscire dall'Ue».

Fretta
Infine, come chiede la stessa Unione «non penso che dovremmo attendere troppo a invocare l'articolo 50" per avviare i negoziati di uscita. Farage ha chiesto di creare una zona di libero scambio commerciale con l'unione, ma ha concluso che "anche un non accordo è meglio per il Regno che restare».

L'attacco di Juncker
Nigel Farage è stato attaccato anche dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. «Cosa ci fa lei qui?», gli ha chiesto. «In qualche modo, sono veramente sorpreso di trovarvi qui. Vi siete battuto per l'uscita, i britannici hanno votato per l'uscita dalla Ue, perché sieti qui?», ha dichiarato Juncker. Poi ha chiesto a Londra di chiarire al più presto le sue intenzioni su Brexit. «Chiedo al governo del Regno Unito e vedrò il primo ministro che resta un amico - perchè i britannici restano nostri amici a dispetto del voto - e gli domanderò di chiarire il più rapidamente possibile la situazione. Non possiamo entrare in un periodo di protratta incertezza», ha concluso Juncker.

(Fonte Askanews)