16 luglio 2019
Aggiornato 13:00
Jo Cox, schierata con il sì alla Ue, massacrata per strada

Brexit, sul referendum l'ombra dell'omicidio di Jo Cox

Sulla lacerante campagna per il referendum britannico sulla Brexit è piombata la tragedia: una deputata laburista è stata uccisa per strada in pieno giorno a una settimana dal voto cruciale

LONDRA - Sulla lacerante campagna per il referendum britannico sulla Brexit è piombata la tragedia: una deputata laburista è stata uccisa per strada in pieno giorno a una settimana dal voto cruciale. Jo Cox, 41 anni, madre di due bambini, è stata lasciata sanguinante sul marciapiede dopo essere stata colpita da un'arma da fuoco e accoltellata nel villaggio di Birstall, nel nord dell'Inghilterra. La polizia ha poi annunciato la morte della donna, in prima fila nella campagna per la permanenza di Londra nell'Unione europea, e l'arresto di un uomo di 52 anni. «Non siamo in grado di parlare dei motivi in questa fase» ha detto il capo della polizia del West Yorkshire Dee Collins in conferenza stampa, aggiungendo «non ci sono altri ricercati in relazione a questo episodio». Dopo l'attacco il campo «Remain» ha annunciato la «sospensione di tutte le attività per un giorno» mentre un portavoce del campo opposto, il «Leave», ha detto che il suo «bus da battaglia» tornava in garage per oggi.

Il commento di Cameron
Il premier David Cameron ha annullato un comizio previsto a Gibilterra, una visita storica e discussa nella piccola penisola all'estremo sud della Spagna, di fronte al Marocco, per fare campagna per la Ue nel voto del 23 giugno. «La morte di Jo Cox è una tragedia. Era una parlamentare impegnata e attenta, il mio pensiero va a suo marito Brendan e ai suoi due figli piccoli» ha scritto Cameron su Twitter.

L'aggressione
Un testimone, Clarke Rothwell, proprietario di un caffè, ha detto che Cox è stata colpita tre volte da colpi di pistola. «Le ha sparato una volta, poi le ha sparato di nuovo, è caduto in terra, si è chinato su di lei e le ha sparato di nuovo in faccia» ha detto alla BBC. Secondo varie testate l'uomo avrebbe gridato «Britain first» (Prima la Gran Bretagna), forse un riferimento al gruppo di estrema destra con questo nome, ma la polizia non ha detto nulla in proposito.  L'attacco ha fermato una giornata frenetica di campagna con due nuovi sondaggi che confermano che la maggioranza dei britannici vuole uscire dall'Unione europea. Se saranno corretti il Regno unito sarà il primo paese a uscire dal Ventotto nei quasi sessanta anni di storia dell'unione. Alla notizia dell'attacco Cameron era già in viaggio per Gibilterra, nel primo viaggio di un premier britannico sullo sperone di roccia a cavallo tra Atlantico e Mediterraneo dal 1968, una visita che ha fatto infuriare la Spagna, che vuole la sovranità sul minuscolo territorio.

Già minacciata
La deputata aveva ricevuto una raffica di mail di minacce negli ultimi tre mesi e la polizia stava considerando la possibilità di aumentare la sua sicurezza. Lo rivela il Times. La polizia locale aveva considerato di incrementare il livello di sicurezza sia alla sua circoscrizione elettorale a Birstall sia alla sua abitazione su una chiatta sul Tamigi, dove viveva con la famiglia. Una fonte ha rivelato che Cox non aveva fatto caso «ai messaggi minacciosi fino a quando 'la frequenza e il numero non sono aumentati'». Secondo il Times, però, non ci sarebbero collegamenti diretti tra le mail e l'attacco avvenuto ieri. Gli investigatori hanno interrogato l'omicida Thomas Mair sulle ragioni del suo gesto.

Volatilità dei mercati
La prospettiva incombente di una Brexit ha scatenato la volatilità dei mercati finanziari e fatto crollare la sterlina, convincendo molti leader europei a intervenire verbalmente oggi. «So che è molto difficile per noi essere ottimisti oggi, consociamo gli ultimi sondaggi» ha detto il presidente del Consiglio Ue in una visita a Helsinki. Ma ha aggiunto «la Ue sopravviverà, non ho dubbi, è molto più facile sopravvivere in 27 che da soli».

La posizione di Juncker e Merkel
Dal forum di San Pietroburgo il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha detto che la Brexit inaugurerà «un periodo di forte incertezza» in Gran Bretagna e nella Ue. Ma ache lui ha aggiunto «non penso che l'Unione europea sia in pericolo di morte se la Gran Bretagna se ne va, perchè continuiamo il processo di maggiore collaborazione in Europa». La cancelliera tedesca Angela Merkel ha approfittato di una conferenza stampa a Berlino per chiedere a Londra di restare. In caso di Brexit "tutto ciò che è relativo al mercato comune e ai reciproci benefici della Gran Bretagna e di tutti gli altro Paesi Ue non sarà disponibile per la Gran Bretagna".

Sondaggi
Un nuovo sondaggio Ipsos Mori mostra che il sostegno al «Leave» è ora al 53% contro il 47% per il "Remain", esclusi gli indecisi. Un altro sondaggio, stavolta di Survation, mette il «Leave» in vantaggio 52 a 48, esclusi gli indecisi. Secondo il sondaggista John Curtice la corsa è troppo incerta: «Penso che non abbiamo più un favorito in questa gara». La Banca d'Inghilterra ha lanciato l'ennesimo avvertimento sulle conseguenze della Brexit, il «più grave rischio immediato per i mercati finanziari britannici e forse anche per quelli globali». Il Fondo monetario internazionale ha ribadito che il «Leave» scuoterebbe i mercati e peeserebbe sulla crescita economica. Oper il «Remain» è sceso in campo anche l'autorevole quotidiano finanziario Financial Times sottolineando che Londra ha beneficiato dei suoi 43 anni dentro la Ue e uscirne «danneggerebbe gravemente» l'economia. «Un voto per uscire sarebbe irrevocabile, uno duro colpo all'ordine mondiale liberale post-1945» ha scritto.

(Fonte Askanews)