27 settembre 2021
Aggiornato 09:00
Le establishment temono Trump. Ma Hillary è più pericolosa

Usa 2016, la «sorpresa di ottobre» della Clinton contro Trump: una guerra atomica con la Russia

Le establishment occidentali e parte dell'opinione pubblica tremano all'idea che Trump diventi Presidente. Ma forse dovrebbe farci più paura la Clinton, e chi è disposto a tutto per farla vincere

WASHINGTON – Quando annunciò la sua candidatura, il magnate americano dal parrucchino ossigenato Donald Trump, agli occhi del mondo, aveva poca credibilità e scarsissime chance di spuntarla. Invece, non solo è riuscito a sbaragliare candidati repubblicani politicamente molto più «esperti» di lui e caldamente appoggiati dal partito, ma oggi, a qualche mese dalle presidenziali, i media di tutto il mondo cominciano a «temere» che sarà proprio lui a conquistare lo scranno alla Casa Bianca. «Temere» è il termine più adatto: Trump l’outsider sembra far letteralmente impallidire le establishment di entrambe le sponde dell’Atlantico.

La «Sorpresa d'Ottobre» per far fuori Trump
Così, c’è chi giura che sarebbe già pronto l’escamotage per metterlo fuori dai giochi. Del resto, quale miglior occasione che la cosiddetta «Sorpresa d’Ottobre»?  Questa espressione indica, negli Usa, un evento deliberatamente creato il mese prima delle grandi elezioni per orientare opportunamente l’opinione pubblica. E talvolta l’«effetto sorpresa» c’è stato davvero: si pensi al lontano 1980, quando Carter sembrava avere la vittoria in pugno e si preparava ad annunciare agli americani il rilascio degli ostaggi in Iran. Peccato che, improvvisamente, Teheran troncò il negoziato in corso, «consegnando» di fatto la vittoria nelle mani di Reagan. La «sopresa» fu tale che si cominciò a parlare di un vero e proprio complotto orchestrato per sconfiggere il candidato democratico.

Una guerra nucleare con la Russia
Tornando ai giorni nostri, la «sorpresa» che potrebbe cogliere in contropiede Donald Trump sarebbe nientemeno che una guerra atomica con la Russia, scatenata appena prima del termine della presidenza Obama. Fantapolitica, si dirà: forse, ma in realtà i presagi sono colti già da molti analisti. In primis c’è Eric Zuesse, noto saggista e storico, che, pur non facendo precisamente riferimento alla Sorpresa d’Ottobre, rileva come uno scontro atomico non sia più un'ipotesi remota. Che dire del recente rifiuto opposto da Barack Obama alla richiesta di Vladimir Putin di poter discutere la nuova strategia atomica di Washington? Strategia che gli Usa stanno perseguendo tenacemente, posizionando nell’Europa dell’Est – a ridosso dei confini russi – missili Aegis in grado di annichilire quelli di Mosca.

La superiorità nucleare americana che rompe gli equilibri
Del resto, durante la Guerra fredda l’equilibrio si fondava sulla cosiddetta «dottrina MAD», «della mutua distruzione assicurata»: entrambe le parti, cioè, sapevano che un «primo colpo nucleare» da parte di una delle due sarebbe stato seguito da voli di rappresaglia nucleare. Ora, la nuova strategia di Washington sta letteralmente rovesciando quella dottrina: perché gli States – come riportava già nel 2006 Foreign Affairs – sono assolutamente coscienti di avere la superiorità tecnologica necessaria per sferrare il primo colpo, lasciando del tutto indifesa la Russia.

Una sola missione: provocare Putin
Se a questo quadro si aggiungono la decisione di Frau Merkel di introdurre una nuova dottrina militare in cui Mosca passa dall’essere «partner» all’essere «rivale», e le varie esercitazioni-provocazioni Nato che continuano a tenersi nell’Est Europa, si potrà capire perché il pericolo di una guerra non è così remoto. «La Russia non attaccherà mai un paese dell’Alleanza; non è interessata ad un aggravamento della tensione», ha di recente specificato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, «ma», ha aggiunto, «è pronta a rispondere ad azioni dell’Alleanza Atlantica». Ed è proprio su quel «ma» che starebbero giocando gli Usa, cercando di spingere Putin fino al «trigger point»: e cioè, al momento di premere il grilletto. Tale strategia sarebbe sostenuta, in particolar modo, da Hillary Clinton.

Una sorpresa per Donald
Secondo John Helmer, un uomo d’affari americano che vive in Russia da tempo e ha diversi contatti sia a Mosca che a Washington, questo nefasto scenario potrebbe concretizzarsi proprio come una «Sorpresa d’Ottobre»«Per ottobre,  il debole presidente uscente Obama sarà oggetto delle pressioni della debole, crollante candidata del partito democratico Hillary Clinton, per salvare le sue sorti e coagulare gli elettori americani, per nulla convinti, contro il candidato Donald Trump. La October Surprise, ritengono i russi, sarà violenta quest’anno…».

Chi fa più paura?
Davanti a tale scenario, fa sorridere che l’establishment e parte dell’opinione pubblica tema di più un Donald Trump che una Hillary Clinton alla Casa Bianca. E farebbe ancora più sorridere – se non fosse un’ipotesi devastante – il fatto che qualcuno tremi di fronte a Trump al punto da essere disposto a premere il bottone nucleare. Del resto, l’analisi di chi ritiene il tycoon più «pericoloso» della Clinton come presidente Usa è piuttosto superficiale, visto che il primo – nonostante le sue spesso insopportabili uscite – sarebbe un comandante supremo più pacifico e isolazionista della più decisa interventista ex segretario di Stato.  Un quadro, quest’ultimo, sostenuto vigorosamente anche dall’illustre economista e analista Paul Craig Roberts, che alla Clinton ha sarcasticamente affibbiato il soprannome di «Killary». A suo avviso, infatti, l’ex first lady potrebbe essere l’ultimo presidente degli Stati Uniti sulla faccia della Terra, perché con lei, la Terra, potrebbe proprio cessare di esistere. Altro che The Donald.