22 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Mosca sta lavorando, tra le altre cose, a un nuovo sistema operativo

Russia, la guerra «tecnologica» con cui Putin beffa l'Occidente

Memore del «vizietto» americano di spiare il resto del globo, Mosca sta lavorando all'implementazione di un nuovo sistema operativo. All'interno di un programma che la smarcherà dall'industria tecnologica occidentale

MOSCA - E' durata tutto sommato poco l'indignazione collettiva per le incredibili rivelazioni di Edward Snowden a proposito della sistematica sorveglianza di massa messa in atto dalla National Security Agency statunitense su tutto il resto del globo. Ma qualcuno non dimentica: in primis, il «nemico» per eccellenza di Washington Vladimir Putin. E' anche per evitare che il «Grande Fratello» americano si faccia gli affari dei suoi cittadini che il capo del Cremlino ha deciso di correre ai ripari, incoraggiando l'implementazione di un nuovo sistema operativo alternativo ad Android e iOS, che al momento sono installati nel 90% degli smartphone della popolazione russa.

Un sistema operativo russo
Il progetto è nelle mani della società Open Mobile Platform, determinata, con il nuovo sistema operativo, a rompere il duopolio detenuto da Google ed Apple, per proteggere le informazioni riservate dei cittadini. E i canali per raggiungere questo obiettivo sono innanzitutto due. Il primo è legislativo: da settembre 2016 entrerà in vigore in Russia una legge che obbliga le aziende a usare solo server situati nel territorio russo. Così facendo, potrà trattenere le informazioni private della popolazione in territorio russo. Il secondo è tecnologico, oltre che commerciale: lanciare un sistema operativo proprietario per competere con i giganti USA. Così, se l’iniziativa avrà successo, non solo Washington avrà maggiori difficoltà a spiare i telefoni dei cittadini russi, ma dovrà fare i conti anche con un concorrente potenzialmente pericoloso.  

Il nuovo piano tecnologico di Mosca
Non è la prima volta che si parla di piani di questo tipo da parte di Mosca. Già qualche mese fa, il quotidiano russo Izvestia aveva annunciato l'intenzione del governo di sviluppare un sistema operativo nazionale nei prossimi 10 anni per rimpiazzare le piattaforme Apple e Microsoft da tutti i computer delle organizzazioni governative e delle aziende strategiche. Tale intenzione rientra nell'«Internet development program» presentato alcuni mesi fa dal ministro della Stampa e della Comunicazione al Cremlino. Secondo il rapporto, il nuovo sistema operativo domestico sarà pronto e installato in tutti i dispositivi di Stato tra il 2025 e 2030.

Gli obiettivi del progetto
Tale progetto non solo limiterebbe significativamente i rischi di spionaggio provenienti dall'estero, ma avrebbe anche una forte ricaduta economica, soprattutto mentre le sanzioni occidentali hanno avuto, tra gli altri, l'effetto di ridare impulso alla produzione locale nel settore agroalimentare. E ora, sembra proprio che il Cremlino stia valutando l'opportunità di smarcarsi dall'Occidente anche dal punto di vista tecnologico. Igor Ashmanov, dell'azienda partner Ashmanov, ha spiegato, a questo proposito, che la Russia non dovrebbe sviluppare solo software, ma anche il proprio hardware. «I giochi sono finiti. Siamo in uno stato di guerra economica che tra poco diventerà una ancora più grave». Per questo motivo la Russia deve spingere sulla ricerca informatica: «Abbiamo bisogno di indipendenza tecnologica dai processori alle app». Ashmanov ha chiosato: «L'affermazione secondo cui dobbiamo sostenere la competitività del mercato aperto dando ai prodotti occidentali partià di condizioni sul nostro mercato è un'idea stupida che finisce col sabotarci».

Europa e America beffate?
Insomma, l'intenzione di Mosca, oltre a quella di proteggere la privacy dei cittadini russi dalle incursioni occidentali, sarebbe anche quella di rendersi sempre più indipendente, in primis a livello tecnologico, dall'Occidente. Quello stesso Occidente che ha rocambolescamente tentato di isolare la Russia promulgando le sanzioni, ma che ha finito - soprattutto l'Europa - per pagarne in primis un conto decisamente salato. Rimanendo per di più dipendente da Mosca, volente o nolente, a livello energetico. 1 a 0 per Putin?