26 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Il 58% degli italiani vorrebbe votare su possibile uscita dall'Ue

Dopo la Brexit, si teme l'effetto domino. E l'Italia è la più euroscettica

Con l'avvicinarsi del referendum sulla Brexit, Bruxelles ha un motivo in più per tremare. Perché secondo Ispos Mori, l'uscita di Londra dall'Ue scatenerebbe un vero effetto domino

Una Brexit potrebbe scatenare un effetto domino in Europa. E l'Italia sarebbe la prima a seguire l'esempio di Londra.
Una Brexit potrebbe scatenare un effetto domino in Europa. E l'Italia sarebbe la prima a seguire l'esempio di Londra. ( Shutterstock )

LONDRA - Il referendum sulla Brexit, previsto per il 23 giugno, si avvicina inesorabilmente, ma Bruxelles, ora, ha un motivo in più per tremare. Perché un'uscita della Gran Bretagna dall'Ue potrebbe alimentare ulteriormente la disunione europea e incoraggiare altri Paesi a seguire l'esempio di Londra. Italia compresa. L'allarme è stato lanciato dal Telegraph, sulla base di un nuovo sondaggio che individua proprio il Belpaese, oltre alla Francia, tra quelli maggiormente a rischio di contagio. Secondo il rilevamento Ipos Mori, infatti, ben oltre il 50% degli italiani e dei francesi vorrebbe un referendum sulla possibilità di abbandonare i 28 e di questi, in particolare in Italia, la metà voterebbe per uscire dall'Ue. 

In Italia record di euroscettici, ma si teme anche per il Nord Europa
«Gli italiani in particolare sperano di avere la propria opportunità di recarsi alle urne per esprimersi sulla loro appartenenza all'Ue», ha spiegato al Financial Times Bobby Duffy, Managing director del Social Research Institute di Ipsos Mori. Il sondaggio è stato realizzato intervistando oltre 6.000 persone in Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. E, argomenta il Telegraph, «probabilmente susciterà ulteriori preoccupazioni a Bruxelles, dove molti leader dovranno temere ancora di più di ora un clima di disunione già presente, a causa delle crisi dell'eurozona e dei rifugiati». In effetti, in Europa si comincia a temere che simili sentimenti anti-europeisti possano attecchire anche nei Paesi liberisti nord-europei come Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia e Olanda, che, con l'eventuale uscita di Londra, si sentirebbero più politicamente isolati.

Numeri incredibili
Le interviste sono state condotte tra il 25 marzo e l'8 aprile, subito dopo l'accordo con la Turchia per il rientro sul suo territorio dei migranti approdati in Grecia: patto ora in bilico, dopo le dimissioni del premier turco Ahmet Davutoglu, ma che se andrà in porto porterà ad Ankara 6 miliardi di euro e la liberalizzazione del regime di visti. Il Paese più euroscettico pare essere proprio l'Italia, dove il 58% chiede un referendum sulla possibilità di uscire dall'Ue se il 23 giugno la maggioranza dei britannici voterà per la Brexit, e di questi il 48% si dice intenzionato a votare per una «Italexit», cioèper portare fuori il nostro Paese dall'Unione. Le relative percentuali sono del 55% e 41% in Francia. Molto più cauti i tedeschi (solo il 34% vorrebbe poter votare sull'opzione 'fuori dall'Ue' e di questi il 34% sceglierebbe la fuoriuscita della Germania) e gli spagnoli (40% e 26% rispettivamente).

Un colpo di cannone per l'Ue
Lo stesso  illustre editorialista del Telegraph Ambrose Evans-Pritchard ha definito il sondaggio «sorprendente», a maggior ragione visto che il referendum inglese fino a poco tempo fa era considerato una questione strettamente britannica, e che le cancellerie europee hanno da sempre ignorato i segnali mandati da quel sempre più numeroso gruppo di persone che ritiene il progetto europeo fuori controllo. Secondo Evans-Pritchard, fino a 10 anni fa l'idea di un 48% di italiani in fuga dall'Europa sarebbe «stata messa a tacere da una risata». Mentre oggi, a suo avviso, l'Italia starebbe vivendo ora un suo «risorgimento». L'autore, peraltro, promette per i prossimi giorni un articolo sugli «effetti traumatici dell'unione monetaria sull'Italia». Ad ogni modo, il dato più stupefacente per l'editorialista è che circa la metà degli intervistati in Paesi che, insieme, costituiscono l'80% della popolazione europea ritiene che una Brexit provocherebbe un significativo effetto domino. Un'autentica «cannonata» a cui Bruxelles farebbe meglio a fare attenzione.