20 agosto 2019
Aggiornato 14:33
Domani nello Stato di New York il giorno della verità

Usa 2016, Trump e Clinton a un passo dalla vittoria?

Domani si apre la sfida nello Stato di New York. E sia nel fronte repubblicano sia in quello democratico, si comincerà a tirare le somme

NEW YORK - Per la prima volta, ci sono tre candidati alla Casa Bianca che possono definirsi newyorkesi: Bernie Sanders e Donald Trump, cresciuti rispettivamente a Brooklyn e nel Queens, e Hillary Clinton, che ha acquistato una casa a Chappaqua nel 1999 per poter diventare senatrice per lo Stato di New York nel 2000. Tutti e tre hanno cercato, negli ultimi giorni, di sottolineare il loro legame con la città e lo Stato, dove domani sono in programma le primarie.

Trump già vincitore?
Sul fronte repubblicano, non ci sono dubbi sulla vittoria di Trump: tutti i sondaggi gli assegnano oltre il 50% dei voti, con John Kasich più votato di Ted Cruz. I 95 delegati sono assegnati con il sistema 'winner-take-most', che potrebbe trasformarsi in un 'winner-take-all' se Trump riuscisse a ottenere la maggioranza assoluta dei voti in tutte e 27 le circoscrizioni elettorali, che assegnano ciascuna tre delegati, con gli altri 14 assegnati in base al voto statale. Se non tutti, Trump riuscirà comunque a ottenere un'ampia maggioranza dei delegati, necessaria per continuare la sua difficile corsa verso la conquista dei 1.237 necessari per ottenere la nomination. Secondo le proiezioni di Five Thirty Eight, che ha fissato in 58 delegati l'obiettivo di Trump per New York, il miliardario non riuscirebbe a raggiungere il numero necessario a conquistare la nomination prima della convention di luglio. Alla vigilia delle primarie di New York, Trump è in testa con 742 delegati, seguito da Cruz a 529 e Kasich a 143.

Tra i democratici la battaglia è ancora aperta?
Più interessante il confronto democratico, dove l'entusiasmo dei suoi sostenitori, ieri in quasi 30.000 a Prospect Park, a Brooklyn, non può far perdere di vista i dati, nettamente a sfavore di Sanders: secondo le previsioni di Five Thirty Eight, Clinton ha il 98% di possibilità di vittoria, con il 55,8% dei voti, secondo la media dei sondaggi, e 14,1 punti percentuali di vantaggio sul senatore; non molto diversa la media calcolata da Real Clear Politics: Clinton 53,7%, Sanders 40,9 per cento. C'è però un sondaggio di Gravis di ieri sera, citato dal Guardian, che ridurrebbe il vantaggio di Clinton a soli sei punti (53%-47%). Come in tutti gli altri Stati, i delegati sono assegnati proporzionalmente: in palio ce ne sono 247, più 44 superdelegati, ovvero leader del partito che sono liberi di votare per chi vogliono alla convention. Al momento, Clinton ha 1.307 delegati, Sanders 1.087.

(Con fonte Askanews)