12 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Obama: Il mio più grande errore? Intervenire in Libia senza un piano

Contraddicendo quanto detto appena un mese fa in un'altra intervista, il capo della Casa Bianca ha sottolineato di aver fatto la scelta giusta intervenendo in Libia, ma di aver sbagliato a non avere un piano preciso sul dopo

WASHINGTON - L'errore più grande? Essere andato in Libia senza un'exit strategy precisa. Il capo della Casa Bianca è tornato sulla questione libica in una intervista a Fox News, notoriamente ostile al leader democratico, in cui pare correggere il tiro rispetto alle critiche dirette ai partner europei, Gran Bretagna e Francia in primis, per avere voluto l'intervento militare a tutti a costi e non avere poi elaborato una strategia dopo lo spodestamento di Gheddafi nel 2011.

"Non ha argomentato sulle conseguenze"
Obama ha dichiarato che il "peggiore errore" della sua presidenza "probabilmente è stato non avere un piano dopo l'intervento in Libia». L'ammissione del presidente americano è riportata oggi con grande rilievo dai siti di notizie libici, a cominciare da Libya Herald, che sottolinea come tuttavia "Obama non abbia argomentato sulle conseguenze del suo errore e non abbia spiegato cosa la Comunità internazionale avrebbe dovuto fare dopo il successo della Rivoluzione".

"Ma l'intervento è stata la scelta giusta"
Nel colloquio con Fox, Obama indica l'assenza di un piano, quindi il caos seguito all'azione militare, come un suo errore, anche se, afferma, "l'intervento in Libia credo sia stata la scelta giusta». Obama difende dunque l’intervento in sé, in cui peraltro non ha mai creduto troppo inizialmente, tanto da essere spinto in questo senso da Nicolas Sarkozy e da David Cameron. Alla Casa Bianca venne coniata persino l’espressione «leading from behind» («guidare da dietro le quinte») per raccontare i tentennamenti del Capo della Casa Bianca.

Appena un mese fa aveva detto che fu un "errore" intervenire in Libia
Da notare che con questa affermazione il presidente americano contraddice di fatto quanto affermato solo lo scorso mese in una lunga intervista sulla «Dottrina Obama» in politica estera a The Atlantic, in cui sostenne che fu «un errore» intervenire in Libia. Obama sostenne che «aveva sbagliato ad avere troppa fiducia nel fatto che gli europei, vista la vicinanza con la Libia, si sarebbero impegnati di più nel cosa fare dopo». Dopo la caduta del regime, invece, il Paese è stato abbandonato a se stesso.

"Arrivare alla sconfitta dell'Isis"
Alla vigilia di un probabile nuovo intervento in Libia, Obama ha comunque voluto rassicurare sul fatto che la sua "priorità assoluta" è quella di arrivare alla sconfitta dell'Isis: "Il mio dovere numero uno" è quello di proteggere i cittadini americani.