19 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Patto rispetti leggi Ue e internazionali e deve risolvere crisi

Ue-Turchia, oggi nuovo vertice. Verso l'accordo sui migranti?

Si svolge oggi a Bruxelles, a partire dalle 16, e con la conclusione prevista per venerdì mattina, il vertice ordinario di marzo dei capi di Stato e di governo dell'Ue (Consiglio europeo) dedicato anche questa volta, come per gli ultimi summit straordinari, soprattutto alla crisi migratoria

BRUXELLES -  Si svolge oggi a Bruxelles, a partire dalle 16, e con la conclusione prevista per venerdì mattina, il vertice «ordinario» di marzo dei capi di Stato e di governo dell'Ue (Consiglio europeo) dedicato anche questa volta, come per gli ultimi summit straordinari, soprattutto alla crisi migratoria e alla conclusione, si spera, di un difficile accordo con Ankara. L'accordo mira a riportare sotto controllo i flussi di migranti, chiudendo la «rotta balcanica». Riportando in Turchia tutti i migranti, compresi i profughi siriani, che sono entrati illegalmente in Grecia, si spera di dissuaderli dall'affidarsi ai trafficanti, smantellando così il «business model» di questi ultimi nel Mar Egeo.

Renzi
Al vertice parteciperà per l'Italia il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che arriverà a Bruxelles già alle 13 per intervenire a una conferenza organizzata dal «think tank» Volta sull'iniziativa Odysseus per una proposta di Servizio civile europeo «per reinventare l'Europa». Non è confermata, invece, la presenza del premier italiano al tradizionale pre-summit dei leader di governo del Partito dei Socialisti europei, che si svolge a partire dalle 13:30.

Programma
Il Consiglio europeo, presieduto da Donald Tusk, comincerà alle 16 con il tradizionale «scambio di vedute» dei capi di Stato e di governo con il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, poi la «foto di famiglia», e quindi la prima sessione di lavoro dedicata, come sempre nel vertice di marzo, alla situazione economica. Si parlerà rapidamente dell'attuazione delle riforme strutturali adottate dagli Stati membri e delle priorità del «semestre europeo». A questo discussione parteciperà anche il presidente della Bce, Mario Draghi. Il Consiglio europeo adotterà quindi un testo di conclusioni su questa parte dell'agenda, includendovi anche un capitolo sulla lotta al cambiamento climatico e sulla strategia di sicurezza energetica. Comincerà quindi la cena di lavoro, con il piatto forte dell'agenda: un dibattito complessivo sulla crisi migratoria e sulle reazioni fra l'Ue e la Turchia. Nella sua lettera di convocazione del vertice, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ricorda ai leader dei Ventotto che all'ultima riunione, il 7 marzo scorso, il premier turco Ahmet Davutoglu aveva preso tutti di sorpresa portando sul tavolo una serie di nuove proposte, invece di discutere la bozza di accordo su cui le parti avevano lavorato fino alla vigilia. Le nuove proposte erano state avanzate «troppo tardi per consentire una decisione comune» da parte dell'Ue, osserva Tusk, che da allora ha lavorato a cercare di far quadrare il cerchio.

Questioni sul tavolo
Sul tavolo vi sarà una nuova proposta di accordo che sia, naturalmente, accettabile sia per Ankara che per i Ventotto, e che garantisca il rispetto del diritto europeo e internazionale, risultando comunque efficace per disincentivare i flussi irregolari dei migranti dalla Turchia verso la Grecia e l'Ue. Il problema di più difficile soluzione è come rendere giuridicamente accettabile il rinvio dalla Grecia in Turchia di persone che avrebbero diritto alla protezione internazionale, quando Ankara, pur avendo firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 sulla protezione dei rifugiati la applica con delle "limitazioni geografiche». In altre parole, riconosce pienamente e automaticamente lo status di rifugiato solo agli europei, mentre per chi proviene da paesi asiatici o africani può essere concessa (com'è stato fatto con i siriani)- ma non è sempre automatico o garantito - una protezione temporanea, con delle decisioni specifiche di legge o delle autorità nazionali. L'accordo potrà funzionare solo se Ankara modificherà la propria legislazione nazionale in modo da garantire ai profughi e rifugiati che saranno riportati dalla Grecia in Turchia una «protezione equivalente» a quella richiesta dalla Convenzione di Ginevra, pur senza abolire formalmente le sue «limitazioni geografiche».

Nodo Grecia
Si parlerà poi di come aiutare la Grecia ad affrontare la crisi umanitaria dovuta all'afflusso massiccio di migranti, e a gestire i centri di identificazione e registrazione («hotspot») e le domande d'asilo. Inoltre (lo hanno chiesto in particolare l'Italia e la Bulgaria), si discuterà di come impedire che la chiusura della «rotta balcanica» (in particolare al confine greco-macedone) produca un dirottamento dei flussi verso le frontiere turco-bulgara e greco-albanese («rotta adriatica», verso l'Italia, per il momento solo un rischio paventato).

Le condizioni di Tusk
Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha twittato «i tre principi che guideranno il nostro lavoro durante» il summit dei capi di stato e di governo che si apre oggi a Bruxelles e che ha all'ordine del giorno la crisi dei migranti e l'accordo con la Turchia. «Il primo: l'accordo (con Ankara) deve essere accettabile per tutti i 28 stati membri, piccoli e grandi - ha scritto sul suo account Twitter Tusk riferendosi agli ostacoli posti da Cipro - Secondo, l'accordo deve rispettare integralmente le norme Ue e internazionali. Terzo, deve effettivamente contribuire a risolvere la crisi migratoria e contribuire alla nostra comune strategia complessiva».

(Con fonte Askanews)