13 agosto 2020
Aggiornato 08:00
Tusk: accordo Gb in settimana

UE, oggi a Bruxelles il vertice cruciale

Si svolge oggi a Bruxelles un vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue in momento che lo stesso presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella lettera di convocazione ha definito cruciale per l'unità della nostra Unione

BRUXELLES - Si svolge oggi a Bruxelles un vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue in momento che lo stesso presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella lettera di convocazione ha definito «cruciale per l'unità della nostra Unione e per il futuro delle relazioni del Regno Unito in seno all'Europa». Il vertice, a cui per l'Italia parteciperà il premier Matteo Renzi, discuterà anche della crisi dei rifugiati e delle questioni di politica estera collegate, in particolare la situazione in Siria e i rapporti con la Turchia.

Nessuna garanzia sull'accordo
Il vertice comincia nel pomeriggio con la discussione sull'accordo con la Gran Bretagna, mentre la crisi migratoria sarà affrontata durante la cena, che sarà seguita da una serie di incontri bilaterali e poi da una riconvocazione della plenaria del Consiglio in notturna. La situazione in Siria sarà discussa venerdì mattina. «Dopo le mie consultazioni delle ultime ore (con i capi di Stato e di governo europei, ndr) devo affermarlo francamente: non c'è ancora una garanzia che raggiungeremo un accordo» nel negoziato in corso con Londra sullo statuto particolare del Regno Unito nell'Ue, scrive Tusk nella lettera ai leader.

Tensioni
«Ci sono fra noi ancora alcune differenze su delle questioni politiche che, ne sono pienamente consapevole, sarà difficile superare. Perciò vi chiedo di restare costruttivi» dice il presidente del Consiglio europeo, rivolto ai capi di Stato e di governo. «I negoziati sono molto avanzati e dobbiamo approfittare dello slancio politico attuale: non ci sarà un momento migliore per trovare un compromesso», sottolinea Tusk. E aggiunge: «E' la nostra unità che ci dà forza, e non dobbiamo perderla: sarebbe una sconfitta sia per il Regno Unito che per l'Unione europea, e una vittoria geopolitica per coloro che cercano di dividerci». «Lavoreremo - continua il presidente del Consiglio europeo - sulla base della proposta che io ho presentato il 2 febbraio scorso, con i chiarimenti tecnici e giuridici su cui hanno lavorato i nostri 'sherpa' (i rappresentanti personali dei capi di Stato e di governo, ndr), e che saranno comunicati oggi. Ma - avverte Tusk - tutte le questioni politiche restano aperte per domani. L'obiettivo è stato chiaro fin dall'inizio: raggiungere in accordo giuridicamente vincolante e irreversibile che affronti le preoccupazioni del Regno Unito, e che sia soddisfacente per tutti. Allo stesso tempo - puntualizza il presidente del Consiglio europeo - noi non comprometteremo i nostri valori fondamentali».

Le questioni sul tavolo
In estrema sintesi, l'accordo con Londra riguarda innanzi tutto la questione del welfare per i cittadini degli altri Paesi dell'Ue residenti nel Regno Unito: non avranno gli stessi diritti dei cittadini britannici per un certo numero di anni, in deroga (temporanea) dalle norme Ue sulla libertà di circolazione e stabilimento delle persone nel mercato unico. Poi ci sono una serie di garanzie che il Regno Unito chiede per non essere costretto ad applicare sul proprio territorio e alla piazza finanziaria di Londra norme (soprattutto riguardanti l'unione bancaria) decise dall'Eurozona senza la partecipazione del governo britannico e garanzie che chiede il resto dell'Ue di mantenere l'integrità del mercato unico nel settore finanziario. Infine, l'accordo comprenderà un meccanismo che permetterà a Londra (e in futuro, eventualmente, ad altri Paesi) di non essere legati dall'impegno integrazionista verso un'Unione sempre più stretta («ever closer union»), previsto dal Trattato Ue, e dall'obbligo di adottare l'euro. «Il mio obiettivo - conclude Tusk sulla "questione britannica" - è di raggiungere l'accordo questa settimana»

Venerdì la firma?
L'eventuale accordo sulla questione britannica - se gli ultimi ostacoli saranno superati e vi sarà il consenso di tutti - sarà firmato venerdì mattina dai capi di Stato e di governo, in rappresentanza dei propri governi, come interpretazione dei Trattati Ue che si impegnano ad attuare, e non come un vero e proprio accordo internazionale, né tanto meno come una modifica dei Trattati stessi. Non sarà necessaria la ratifica da pare dei parlamenti nazionali. Sulla base dell'accordo, Londra potrà convocare il referendum del Regno Unito sulla sua permanenza nell'Ue.

Immigrazione
Durante la cena, la discussione sull'immigrazione si svolgerà attorno ai rapporti presentati dalla Commissione europea e dalla presidenza di turno olandese del Consiglio Ue, e riguarderà «alcune priorità da affrontare urgentemente», dice Tusk nella convocazione, notando che «la strategia che abbiamo elaborato sta cominciando a dare risultati, ma i progressi conseguiti non sono ancora sufficienti». Le questioni più complesse e spinose riguarderanno la gestione dell'area Schengen di libera circolazione, messa sotto stress dalle diverse decisioni di reintroduzione di controlli alle frontiere interne e dalle difficoltà di gestione (che però sta migliorando) delle frontiere esterne da parte della Grecia. La Commissione ricorderà probabilmente ad alcuni paesi (soprattutto l'Ungheria) gli obblighi di accoglienza dei rifugiati prescritti dal diritto internazionale e da quello comunitario. L'Italia insisterà probabilmente per discutere speditamente della revisione del sistema di Dublino, che la Commissione si è impegnata a proporre entro marzo. Il presidente del Consiglio europeo sottolinea nella sua lettera di convocazione che «il piano d'azione Ue-Turchia svolge un un ruolo chiave nella nostra strategia». Tusk spiega anche che incontrerà il premier turco Davutoglu, prima del vertice, «per valutare i progressi e discutere come rendere più rapida l'attuazione dell'accordo in modo da conseguire una riduzione sostanziale e sostenibile del numero di ingressi illegali dalla Turchia nell'Ue». Venerdì mattina, oltre all'eventuale firma dell'accordo con il Regno Unito, si discuterà della situazione in Siria e di quella in Libia, e vi sarà anche l'approvazione delle raccomandazioni del «semestre europeo» riguardante la governance economica.

(Con fonte Askanews)