19 ottobre 2019
Aggiornato 14:30
Punto più controverso si è trasformato in quello più appettibile

La linea dura di Cameron sull'immigrazione spopola in Ue

Le richieste di David Cameron all'Ue per dare un giro di vite all'immigrazione starebbero ottenendo sempre più consensi fra i partner europei

BRUXELLES - Le richieste di David Cameron all'Ue per dare un giro di vite all'immigrazione starebbero ottenendo sempre più consensi fra i partner europei - in particolare Francia e Germania - che oggi ne vorrebbero approfittare per introdurre a loro volta delle restrizioni sulla falsariga proprio delle riforme auspicate dal Primo ministro britannico. E' quanto scrive l'edizione online del Financial Times (Ft) sottolineando che almeno cinque Paesi sui 28 del blocco stanno cercando di sfruttare a loro vantaggio l'iniziativa del premier britannico. E per questo il punto che sembrava più controverso tra le riforme richieste dall'inquilino di Downing Street per fare campagna per il 'si' al referendum sul mantenimento del suo Paese nell'Ue, si sarebbe trasformato in uno dei più appetibili per i partner europei.

Freno d'emergenza
Questo lascia presagire, sottolinea ancora l'autorevole quotidiano econonomico, che Cameron riuscirà a ottenere un pacchetto di concessioni sull'immigrazione al summit europeo di febbraio, inclusi dei tagli al welfare e possibilmente un «freno di emergenza» per limitare il numero degli ingressi nei periodi di forti tensioni.

Chi prende esempio
Oltre a Francia e Germania, anche Austria, Danimarca e Olanda guardano oggi, sempre secondo Ft, alle riforme britanniche come ad una possibilità di nuove opportunità politiche da contrapporre alle pressioni esercitate dai partiti populisti o euroscettici. Per questo, sebbene la maggioranza di leader europei abbia inizialmente respinto il piano originale di Cameron di negare per quattro anni l'accesso ai benefit sociali ai migranti europei, i diplomatici europei stanno facendo il possibile per trovare alternative potenzialmente adattabili all'intero blocco, che siano in linea con i principi non discriminatori della Ue.

Italia conciliante
Anche se non menzionata da Ft fra gli almeno cinque Paesi vicini a Cameron, l'Italia si è mostrata conciliante nei confronti delle riforme dell'Ue auspicate dal Primo ministro britannico. Tanto che i capi della diplomazia dei due Paesi, Paolo Gentiloni e Philip Hammond, hanno firmato un mese fa una lettera congiunta pubblicata su La Repubblica in cui delineavano i comuni obiettivi sul futuro dell'Unione. Nella missiva sottolineavano la necessità di «una Ue migliore per governare con lungimiranza il fenomeno migratorio, per portare stabilità e sicurezza ai nostri confini, per concludere un Ttip ambizioso, per ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini europei».

Questioni di lingua
Fra le iniziative auspicate dal leader conservatore di Londra per contenere l'immigrazione, che potrebbero risultare percorribili anche per altri partner, c'è quella dell'insegnamento della lingua del Paese ospitante. Dopo aver lanciato proprio oggi un fondo per l'insegnamento dell'inglese da 20 milioni di sterline (26 milioni di euro) per le donne islamiche contro la segregazione e una maggiore integrazione, Cameron ha detto chiaramente che i migranti dovranno migliorare il loro inglese o rischieranno di non poter restare nel Regno Unito.

(Con fonte Askanews)