9 aprile 2020
Aggiornato 20:00
Dopo la chiusura delle frontiere di Svezia e Danimarca

La Commissione UE: «Salvare Schengen a tutti i costi»

La Commissione europea ha insistito ieri sulla necessità di tornare alla normalità il più presto possibile, dopo la reintroduzione dei controlli alle frontiere decise dalla Danimarca e dalla Svezia per far fronte all'afflusso dei migranti.

NEW YORK - La Commissione europea ha insistito ieri sulla necessità di «tornare alla normalità il più presto possibile», dopo la reintroduzione dei controlli alle frontiere decise dalla Danimarca e dalla Svezia per far fronte all'afflusso dei migranti. Sono state adottate «misure eccezionali», e «abbiamo convenuto di mantenerle a un livello minimo e di tornare alla normalità il più rapidamente possibile», ha detto il commissario Dimitris Avramopoulos.

Schengen da salvare?
Avramopoulos ha parlato dopo un incontro con i ministri danese, svedese e tedesco, che la Commissione ha convocato per migliorare il loro coordinamento in un contesto di crescente preoccupazione per la libertà di movimento nello spazio Schengen. «Siamo tutti d'accordo che Schengen e la libertà di movimento devono essere salvati», ha dichiarato il commissario europeo.

Immigrazione: impatto positivo sulla crisi?
Intanto, nuovi studi metterebbero in luce l'impatto positivo dell'immigrazione sulla crisi europea. Mentre infatti l'invecchiamento della popolazione limita il potenziale di crescita dell'Eurozona, la mobilità nel lavoro e i fenomeni migratori possono aiutare ad alleviare alcune delle «preoccupazioni persistenti» riguardanti il basso potenziale di crescita, l'alta disoccupazione e l'ampio debito pubblico. E' quanto emerge dal rapporto della Banca Mondiale «Global Economic Prospects. Spillovers amid weak growth», in cui vengono tagliate le previsioni di crescita mondiale per il terzo anno di fila.

Sostegno alla crescita nel breve periodo
Secondo l'istituto di Washington, «la recente accelerazione del numero di persone che chiedono asilo sta creando sfide importanti sul fronte politico e delle capacità di assorbimento [di quelle persone]», si legge nel documento. Di conseguenza, le finanze pubbliche dei Paesi esposti potrebbero risentirne ma l'aumento delle richieste di asilo «si stima dia sostegno alla crescita complessiva dell'area euro nel breve termine attraverso l'aumento della spesa pubblica e dei consumi privati».

Effetto incerto
Nel medio termine, il flusso di migranti «potrebbe anche aiutare a superare la carenza di forza lavoro disponibile a fronte di un invecchiamento della popolazione». Tuttavia, conclude la Banca Mondiale, «l'effetto finale sulla crescita e sulle finanze pubbliche resta altamente incerto e legato alla performance dei migranti nel mercato del lavoro così come alla coerenza delle risposte sul piano politico nazionali e a livello Ue».

(Con fonte Askanews)

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