29 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Politiche europee

Croazia in Schengen? Rimandata alla primavera 2016

La corsa della Croazia verso Schengen dovrà aspettare. Il primo test, dai primi mesi dell'anno, è rimandato almeno alla prossima primavera. Zagabria sperava di entrare nei primi mesi del nuovo anno.

ROMA - La corsa della Croazia verso Schengen dovrà aspettare. Almeno fino alla prima valutazione sul campo, «prevista per la primavera del 2016». Zagabria, nonostante i problemi legati all'ondata di rifugiati che ha portato quasi al collasso le sue strutture e il sistema di accoglienza europeo, è «convinta che soddisferà tutti gli obblighi legati a Schengen nel tempo previsto», ha dichiarato ad askanews il ministero degli Esteri croato.

La richiesta
La Croazia ha presentato richiesta alla Commissione «l'1 luglio 2015. Questa dichiarazione rappresenta il primo passo formale del processo di valutazione per Schengen condotto dalla Commissione nella seconda metà del 2015 - ha spiegato il ministero - la Croazia ha risposto al Questionario di valutazione Schengen e le prime missioni di verifica sul campo Croatia sono attese per la primavera del 2016».

Obblighi
Zagabria ha già ricevuto i 120 milioni di euro dello Strumento temporaneo di Schengen per l'implementazione degli standard dell'"area senza confini» e dovrà spenderli entro la fine di luglio. «Siamo convinti che la Croazia rispetterà tutti gli obblighi legati a Schengen entro i tempi previsti e questo porterà a un esito positivo della valutazione della Commissione. In seguito - ha aggiunto il ministero - e successivamente alla procedura di consultazione con il Parlamento europeo, il Consiglio Ue dovrà adottare la decisione per l'applicazione integrale dell'aquis di Schengen in Croazia».

Ottimismo
Le autorità croate meno di sei mesi fa, in occasione della presentazione della richiesta di adesione, avevano mostrato un volto ottimista valutando di poter chiudere le procedure entro sei mesi e entrare in Schengen già nei primi mesi del 2016. La crisi di Schengen, però, ha messo a dura prova i confini esterni dell'Ue e l'ulteriore allargamento della zona di libera circolazione è stata messa più volte in dubbio dai partner europei.

Un nuovo confine per l'Europa
La Croazia, infatti, entrando nell'area Schengen diventerebbe il nuovo confine esterno dell'Unione. Un problema non da poco sia per la posizione sulla rotta dei rifugiati che tentano di entrare in Europa, sia per il confine condiviso con la Bosnia Erzegovina, più di mille chilometri, che è già stato definito dall'ex ministro degli Interni Rajko Ostoji il più «difficile» da gestire dell'Europa intera. La Bosnia, infatti, è un Paese musulmano dove sono stati individuati campi di addestramento di estremisti islamici.

(Con fonte Askanews)