7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30

Croazia, chi sono i due sfidanti che si contendono il potere

Il primo ministro socialdemocratico croato Zoran Milanovic e il conservatore Tomislav Karamarko si contendono il posto di Premier alle elezioni politiche di domenica in Croazia.

ZAGABRIA - Il primo ministro socialdemocratico croato Zoran Milanovic e il conservatore Tomislav Karamarko si contendono il posto di premier alle elezioni politiche di domenica in Croazia. Milanovic, dato per spacciato fino a pochi mesi fa, ha riguadagnato terreno sfruttando al massimo la crisi migratoria che ha toccato il Paese balcanico e potrebbe avere una seconda chance se il suo partito si alleerà con la minoranza bosniaca e con almeno un altro piccolo partito.

Ex politico nuovo
Arrivato alla carica di premier come «politico nuovo», quattro anni fa, Milanovic non ha soddisfatto le aspettative e adesso si trova alla prova del fuoco. Il 49enne, che era stato scelto come rappresentante di una nuova classe politica estranea agli scandali di corruzione che avevano investito la destra dell'Hdz, non è riuscito a invertire la rotta della recessione economica che dura dal 2009. Il leader del socialdemocratici croati ha ereditato una situazione economica molto delicata, pervasa da un clientelismo generalizzato, non ha finalizzato le riforme necessarie a interrompere la catena di questo sistema. Di professione avvocato, ha lasciato presto l'attività privata a favore di un incarico al ministero degli Esteri nel 1993. Nel 1996 è stato consigliere in seno alla missione croata presso la Nato e l'Ue a Bruxelles. Tornato a Zagabria è entrato nel Sdp, guadagnando presto la vetta del partito, grazie anche alle sue doti di oratore. E' sposato e ha due figli e un passato da boxeur.

Ex capo dei servizi
L'ex capo dei servizi segreti croati, Tomislav Karamarko, potrebbe diventare il nuovo primo ministro della Croazia se il suo partito Hdz riuscirà a ottenere il sostegno necessario a governare dopo il voto di domenica. Politico poco carismatico, ha puntato la campagna elettorale sul «patriottismo autentico», ricordando in più occasioni la guerra d'indipendenza degli anni Novanta nella Ex Jugoslavia. Il 56enne, uno dei fondatori del partito conservatore croato (poi abbandonato fino al 2011), nei suoi discorsi fa spesso riferimento al primo presidente della Croazia indipendente, il defunto «padre della nazione» Franjo Tudjman. Il suo passato ai servizi segreti lascia un alone di mistero sulla sua personalità e la decisione di non prendere parte a un duello televisivo con Milanovic è stata vista come una prova della sua mancanza di competenza nelle questioni amministrative. Nel suo curriculum ci sono gli studi di storia e gli incarichi al ministero degli Interni dal 1992 al 1996. E' stato capo dell'Intelligence dal 2004 al 2008, poco prima di entrare al ministero degli Interni. Ha preso la guida del partito conservatore scosso dagli scandali per corruzione, che hanno coinvolto l'ex premier Ivo Sanader, nel 2012 promettendo di renderlo «nuovo e più onesto».

(Con fonte Askanews)