1 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Ribelli in difficoltà

Siria, domani incontro Lavrov-Kerry. Damasco riconquista città e aeroporti

Telefonata tra Sergey Lavrov e John Kerry prima dell'atteso incontro dei due ministri degli Esteri di Usa e Russia domani a Mosca. Entrambi, secondo Mosca, hanno ribadito la necessità di trovare un punto di incontro sull'elenco dei gruppi terroristici contro cui combattere

DAMASCO - Telefonata tra Sergey Lavrov e John Kerry prima dell'atteso incontro dei due ministri degli Esteri di Usa e Russia domani a Mosca. Entrambi, secondo Mosca, hanno ribadito la necessità di trovare un punto di incontro sull'elenco dei gruppi terroristici, contro i quali le forze presenti in Siria dovrebbero combattere. Secondo le diplomazia Usa e russa bisogna inoltre coordinarsi sui grandi temi dell'agenda comune e prima di convocare una nuova riunione internazionale sulla Siria, è necessario realizzare le precedenti decisioni. Il segretario sarà in visita a Mosca, in Russia, il 15 dicembre, per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergey Lavrov.

Assad avanza
Avanzata delle truppe del regime di Bashar al Assad nella provincia di Damasco: secondo quanto scrive l'Osservatorio siriano per i diritti dell'Uomo, i governativi sono riusciti oggi a riconquistare la cittadina di Marj Sultan e due aeroporti nella zona di Ghota ad Est della capitale Damasco; tutti i tre siti erano, da tre anni, sotto il controllo dei ribelli del'opposizione, come riferisce l'Ong che ha sede a Londra, ma che conta su una estesa rete di attivisti in tutto il Paese.

Ritiro dei ribelli
In un comunicato, l'Osservatorio, ha affermato di «avere informazioni certe del ritiro di gran parte di ribelli dalla cittadina e dai due aeroporti dopo un massiccio bombardamento missilistico ed aereo nelle ultime 24 ore». La presa della strategica cittadina - afferma l'Ong - «consolida l'assedio di Ghota e fortifica la difesa del vicino aeroporto internazionale di Damasco».

Strage di civili
Le Nazioni Unite hanno condannato l'attacco nei pressi di Damasco che ha colpito la popolazione civile, con più di 50 morti, definendolo «inaccettabile»«Questi attacchi indiscriminati sono inaccettabili», ha dichiarato Stephen O'Brien, sottosegretario Onu per l'Emergenze e affari umanitari nel corso della sua visita in Siria. Ieri più di 50 civili sono rimasti uccisi in un raid aereo su una roccaforte dell'opposizione a Est di Damasco e in scontri a fuoco nella capitale siriana.

Al Qaeda-Isis, pace fatta
Pace tra al Qaeda e lo stato Islamico (Isis) in Siria dopo l'annuncio dell'opposizione moderata di voler intraprendere negoziati di pace con il regime del presidente Bashar al Assad. Ad annunciarlo è stato lo sceicco Abu Mohammed al Golani, leader della filiale siriana di al Qaeda, il quale ha affermato che il suo gruppo «non combatterà Daesh», usando l'acronimo in arabo dell'Isis. In una conferenza stampa tenuta ieri alla presenza di 4 corrispondenti: «uno indipendente e 3 inviati di tv satellitari», come riferisce l'emittente saudita al Arabiya, Golani dopo aver assicurato che il suo gruppo «non lascerà al Qaeda» ha aggiunto: «Non combatteremo lo Stato Islamico». Un annuncio che arriva dopo che la settimana scorsa un centinaio di rappresenti dell'opposizione siriana aveva raggiunto nella capitale saudita Riad un accordo per avviare negoziati di pace con il regime di Damasco. Nella sua conferenza infatti lo sceicco al Golani ha definito «traditori» le fazioni ribelle siriane che hanno sottoscritto il documento di Riad aggiungendo che l'Esercito libero siriano (Sel, dell'opposizione moderata) «una entità inesistente»«Nel caso venisse liberato lo Sham (termine arabo per indicare la Grande Siria) ed i musulmani si unissero in uno Stat Islamico allora il Fronte (Al Nusra) si sottometterà ad esso e sarà uno dei suoi soldati».

(Con fonte Askanews)

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