15 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Regionali Francesi 2016

La destra, e la desistenza della sinistra, per fermare il Front National

Lo suggeriscono gli ultimi sondaggi, condotti però solo in tre regioni cruciali. Insomma resta da vedere come e fino a che punto il ballottaggio di domenica riuscirà a tenere lontano l'Fn dalla guida delle sei regioni in cui è arrivato in testa al primo turno.

PARIGI - La destra - e la desistenza della sinistra - per fermare il Front National di Marine Le Pen: «l'Alleanza Repubblicana», un'arma già utilizzata con successo in passato e oggi brandita in modo unilaterale dal Ps, sembra in grado di sbarrare la strada all'Fn malgrado il trionfo al primo turno. Lo suggeriscono gli ultimi sondaggi, condotti però solo in tre regioni cruciali. Insomma resta da vedere come e fino a che punto il ballottaggio di domenica riuscirà a tenere lontano l'Fn dalla guida delle sei regioni in cui è arrivato in testa al primo turno.
Arma unilaterale perchè si tratta infatti di una mezza alleanza - decisa dalla dirigenza socialista, ma non sottoscritta dal Repubblicani - e inoltre di una mezza desistenza, non ben acetta da tutti i candidati socialisti coinvolti.
Una strategia che rischia quindi di fallire per due motivi: le polemiche interne ai Repubblicani del redivivo Nicolas Sarkozy su quale sia la linea politica da seguire e, appunto, la riluttanza di alcuni candidati socialisti a farsi da parte nelle regioni a maggior rischio di vittoria frontista. Senza contare che non vi sono in effetti garanzie sul fatto che elettorato di sinistra si precipiti a votare per l'ex Ump.

La destra è divisa in due tronconi
La destra, alle prese con lo spettro del sorpasso frontista, si è infatti divisa in due tronconi: il primo, guidato dallo stesso Sarkozy, ritiene necessario seguire l'Fn sul suo stesso terreno e dunque virare decisamente a destra in materia di islam, immigrazione e sicurezza; il secondo, il cui maggior esponente è Alain Juppé, scommette invece sulla ricetta centrista e dunque si schiera su una linea più moderata.
Da parte socialista, il risultato del primo turno è stato sì deludente ma superiore alle aspettative della vigila: di qui che alcuni candidati che si trovano in seconda o terza posizione ma non troppo lontani dai Repubblicani - e quindi nella posizione di poter trarre vantaggio da un'eventuale desistenza della destra, in questo caso - non hanno alcuna intenzione di ritirarsi dal voto.
Quindi l'appello del premier Manuel Valls a votare i candidati Repubblicani, ma solo in tre delle sei regioni a rischio, quelle in cui i socialisti sono peggio posizionati: Nord-Pas de Calais, feudo di Marine le Pen; Provence-Cote d'Azur, dove ha trionfato la nipote Marion Marechal-Le Pen; e l'Alsazia, in cui il candidato del Ps è staccato di quasi dieci punti da quello della destra, arrivata seconda.

Al Nord e in Provenza l'FN al 40%
Ad attirare l'attenzione dei sondaggisti sono soprattutto Nord e Provenza, dove le due portabandiera dell'Fn hanno raccolto il maggior numero di preferenze, attestandosi attorno al 40%: qui i candidati Repubblicani e socialisti hanno raccolto insieme circa il 42%. In base alle ultime rilevazioni la desistenza funzionerebbe, seppur di stretto margine: Xavier Bertrand avrebbe la meglio su Marine Le Pen con il 53% delle preferenze; mentre Christian Estrosi vincerebbe su Marion Marechal-Le Pen con il 52%-54%.
Comunque vada a finire - e non è mai accaduto in Europa che una formazione dell'ultradestra governasse una regione senza alcun appoggio di coalizione - il dato fondamentale del primo turno rimane: l'Fn è, al primo, è risultato il primo partito con il 28% dei voti, seguito dalla destra con il 26,89 e terzi i socialisti a 23% delle preferenze. E' vero che si tratta di elezioni regionali e non politiche, e giunte inoltre sull'onda dell'emozione per le stragi di Parigi: ma non è detto che l'umore allarmista dell'elettorato francese si dissipi così presto o facilmente, e le prossime presidenziali saranno nel 2017.

(Con fonte Askanews)