12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Per Russia jet abbattuto per proteggere scambio petrolio Isis

Putin accusa Erdogan, il sultano lo sfida: mostri le prove che traffichiamo con l'Isis

La Turchia ha sfidato ieri la Russia a provare le sue accuse, dopo le parole del presidente Vladimir Putin secondo il quale Ankara avrebbe abbattuto un jet russo per coprire il suo traffico di petrolio con i jihadisti dell'Isis in Siria

ANKARA - La Turchia ha sfidato ieri la Russia a provare le sue accuse, dopo le parole del presidente Vladimir Putin secondo il quale Ankara avrebbe abbattuto un jet russo per coprire il suo traffico di petrolio con i jihadisti dell'Isis in Siria. «Se si sostiene qualcosa, lo si dovrebbe provare», ha spiegato il capo dello Stato, Recep Tayyp Erdogan, dicendosi pronto a rassegnare le dimissioni nel caso in cui le accuse della Russia dovessero rivelarsi vere oltre ogni dubbio. «Dovreste mettere i documenti sul tavolo, se ne avete. Vediamo i documenti», ha insistito Erdogan, secondo quanto si legge sulla Bbc.

Le accuse di Putin
A margine della Conferenza di Parigi sul clima, Putin aveva lanciato ieri le sue accuse ad Ankara: «Abbiamo ogni ragione di pensare che la decisione di abbattere il nostro aereo è stata dettata dalla volontà di proteggere queste rotte di transito del petrolio verso il territorio turco». Putin ieri ha rifiutato di incontrare Erdogan a margine della conferenza sul clima di Parigi.

Oro nero
Il leader russo, in particolare, ha messo in collegamento l’episodio dell’abbattimento del bombardiere russo Su-24 con i presunti giri d’affariportati avanti da Ankara con gli emissari di Abu Bakr al Baghdadi. Il leader del Cremlino ha sottolineato infatti che la Russia ha ricevuto «nuovi dati che confermano, purtroppo, che dalle zone di estrazione controllate dallo Stato islamico e da altre organizzazioni terroriste il petrolio arriva in grandi quantità, in quantità industriali, in territorio turco». Putin ha quindi sostenuto che «la difesa dei turcomanni è solo una scusa» ha proseguito Putin riferendosi alla minoranza siriana che Ankara definisce «fratelli etnici» e che l’aviazione russa, secondo fonti turche e occidentali, avrebbe bombardato in diverse occasioni. Prima dell’abbattimento del jet russo da parte di Ankara, nel vertice del G20 di Antalya in Turchia di due settimane fa, Putin aveva già mostrato immagini satellitari di convogli di jihadisti che trasportavano presumibilmente petrolio in direzione della Turchia.

La risposta di Erdogan
Accuse che non hanno lasciato indifferente Erdogan, che ha dichiarato di essere pronto a dimettersi qualora le accuse venissero provate.Nei giorni scorsi, il primo ministro turco Davutoglu ha rifiutato di porgere le scuse chieste da Mosca: «Né il primo ministro, né il presidente o alcuna altra autorità turca si scuserà per aver fatto il nostro dovere». Poi l’accusa rimbalzata a Mosca: la Russia «provoca ondate di nuovi rifugiati» con i suoi bombardamenti in zone «in cui non c’è alcuna presenza dell’Isis». In tutto ciò, però, la Turchia ha deciso di aprire il suo spazio aereo ai raid anti-Isis della Francia. L’accordo militare è stato raggiunto domenica e prevede anche l’uso della base turca di Inxcirlik, la stessa utilizzata anche della forze Usa. Inoltre consente che la portaerei Charles De Gaulle possa ricevere ricevere supporto logistico dal porto di Tasucu, nella provincia meridionale di Marsin.

(Con fonte Askanews)