19 ottobre 2019
Aggiornato 15:00
Intervento di Davutoglu sul quotidiano Times

Russia-Turchia, Davutoglu: abbasseremo la tensione. Ma il gelo continua

Il premier turco Ahmet Davutoglu assicura che Ankara lavorerà con la Russia e con gli altri alleati per abbassare la tensione e afferma, dalle colonne del quotidiano britannico The Times, che la priorità del suo governo è l'annientamento dell'Isis. Ma poi aggiunge che la Turchia deve proteggere il suo territorio sovrano

ANKARA - Il premier turco Ahmet Davutoglu assicura che Ankara «lavorerà con la Russia e con gli altri alleati per abbassare la tensione» e afferma, dalle colonne del quotidiano britannico The Times, che la priorità del suo governo è l'annientamento dello Stato islamico. Ma poi aggiunge che la Turchia deve proteggere il suo territorio sovrano.

Misura di difesa
«L'abbattimento di un jet non identificato nello spazio aereo turco non è stato, e non è, un'azione contro un paese specifico», scrive Davutoglu nel Times. «la Turchia ha preso l'iniziativa sulla base delle regole d'ingaggio in vigore», aggiunge il premier di Ankara, aggiungendo che «le misure di difesa del nostro territorio saranno mantenute». Ma il premier dice anche che "le necessarie discussioni sono in corso». E aggiunge che «la comunità internazionale non deve dividersi, altrimenti vinceranno il Daesh (acronimo arabo dell'Isis) e il regime siriano». Mosca ha annunciato che gli F-16 turchi hanno abbattuto un suo jet SU-24 sulla Siria martedì, mentre Ankara ribatte che l'aereo aveva violato il suo spazio aereo. Il caccia si è poi schiantato su una montagna in un'area controllata da ribelli vicina al confine turco: un pilota è stato ucciso da colpi di arma da fuoco mentre atterrava con il suo paracadute, un secondo pilota è stato messo in salvo dalle forze speciali russe e siriane.

Richiamo in patria dei russi in Turchia
Dopo l'incidente la tensione tra Mosca e Ankara è alle stelle: ieri il presidente russo Vladimir Putin ha parlato di «gravi conseguenze» e ha respinto la tesi di Ankara, che ha detto di non sapere che l'aereo fosse russo. Evocando il rischio terrorismo, le autorità russe hanno chiesto ai cittadini attualmente in Turchia di rientrare in Russia. «A causa dell'attuale minaccia terroristica in Turchia, ripetiamo il nostro appello ai cittadini russi di rinunciare a visitare la Turchia e raccomandiamo a coloro che già si trovano là per ragioni personali di rientrare in patria», si legge in un comunicato del ministero degli Affari esteri russo, diffuso due giorni dopo l'abbattimento di un jet russo dai turchi al confine tra Siria e Turchia.

Nessuna telefonata da Mosca
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto che una telefonata del presidente Recep Tayyip Erdogan al collega russo Vladimir Putin non è arrivata. Il capo della diplomazia russa lo ha detto alla fine dei negoziati tra Putin e il presidente Francois Hollande al Cremlino. Erdogan aveva detto che quasi subito dopo l'incidente con il bombardiere russo Su-24 al confine tra Turchia e Siria, aveva telefonato a Putin, ma che questo ha rifiutato di parlargli. Lavrov, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se Erdogan avesse tentato di contattare il presidente russo telefonicamente, ha risposto secco: «no». Alla domanda se c'erano piani di incontro tra i leader dei due paesi al vertice sul clima a Parigi (avrà luogo dal 30 novembre all'11 dicembre), Lavrov ha detto: «A questa domanda c'è già una risposta».

Voli turchi sulla Siria sospesi
Poche ore prima il segretario stampa di Putin, Dmitry Peskov ha detto che «nessun incontro a Parigi è in discussione». Dopo l'abbattimento di un caccia russo, la Turchia ha sospeso i voli sulla Siria nell'ambito dell'offensiva militare contro lo Stato islamico (Isis) della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Stando a quanto riferito oggi dal quotidiano turco Hurriyet, la decisione è stata presa di comune accordo con Mosca, che a sua volta ha fermato la sua campagna aerea nei pressi del confine turco. Lo stesso quotidiano ha quindi riferito della proposta avanzata dal ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, al suo omologo russo, Sergei Lavrov, per un incontro il 3 o il 4 dicembre a Belgrado, a margine della riunione ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Al momento Mosca non ha ancora risposto all'invito.

(Con fonte Askanews)