6 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Incontra in Iran anche l'ayatollah Ali Khamenei

Siria. Da Teheran a Parigi, il tour di Putin per serrare la coalizione

Per Vladimir Putin questa settimana sarà più intensa che mai. Una corsa contro il tempo, tra viaggi e giri di valzer, che parte oggi da Teheran e culmina giovedì a Mosca in un maxi vertice con il presidente francese Francois Hollande

MOSCA - Per Vladimir Putin questa settimana sarà più intensa che mai. Una corsa contro il tempo, tra viaggi e giri di valzer, che parte oggi da Teheran e culmina giovedì a Mosca in un maxi vertice con il presidente francese Francois Hollande. E l'obiettivo per il Cremlino è mettere in pratica quanto annunciato il 28 settembre dallo stesso Putin alle Nazioni Unite: creare una grande coalizione anti Isis, come quella che si formò contro Adolf Hitler ai tempi della Seconda guerra mondiale. Ma i giochi non sembrano ancora fatti: sono «abbastanza vicini» gli obiettivi strategici di Russia e Stati Uniti per combattere il terrorismo, fanno sapere dal Cremlino, «eppure ci sono differenze sulle tattiche» e la situazione richiede la cooperazione di tutti i Paesi su questo tema.

Siria e gas
Neanche a dirlo, il motivo conduttore sarà la Siria, anche se si inizia con un tema diverso. Un classico della diplomazia putiniana: il gas. «Il presidente della Federazione Russa terrà una breve visita di lavoro nella Repubblica islamica dell'Iran» si è appreso dall'ufficio stampa del Cremlino, che descrive il «Terzo Vertice dei Capi di Stato e di governo dei paesi membri del Forum dei Paesi Esportatori di Gas» come «un'iniziativa della Russia, che ha acquisito lo status di organizzazione internazionale a tutti gli effetti». La piattaforma del GECF ormai appare come un sala dei bottoni dove è possibile incontrare i leader di alcuni Paesi mediorientali di primo piano. Comprende 12 fornitori di gas naturale: oltre alla Russia, anche Algeria, Bolivia, Venezuela, Egitto, Iran, Qatar, Libia, Nigeria, Emirati Arabi Uniti (dal 2012), Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, nonchè 6 paesi osservatori: Oman, Paesi Bassi, Perù, Norvegia, Kazakhstan e Iraq. «In questo vertice saranno presenti i presidenti di Bolivia, Venezuela, Iran, Nigeria, Guinea Equatoriale e il primo ministro dell'Algeria».

Giordania
Putin incontra a Teheran anche l'ayatollah Ali Khamenei, oltre all'omologo Hassan Rouhani. Domani sarà un altro giorno pieno, con il re di Giordania Abdullah II. La Giordania è uno dei partecipanti ai negoziati di Vienna sulla Siria. In particolare, gli è stato chiesto di redigere un unico elenco di organizzazioni in Siria che la comunità internazionale avrebbe considerato come terroristiche. L'elenco si baserà sulle proposte dei singoli partecipanti nei negoziati, in particolare la Russia, gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita. «La Siria è la prima e principale questione» ha detto l'assistente di Putin Yurij Ushakov. «A questo proposito, vorrei ricordare che in ottobre l'istituzione di un meccanismo per la comunicazione bidirezionale tra i rappresentanti militari di Russia e Giordania».

Hollande, Lukashenko, Netanyahu
Giornata intensa anche il 26. Interlocutore oltre al presidente francese Francois Hollande (che prima della sua visita a Mosca, deve incontrare il presidente americano Barack Obama) anche il collega bielorusso Alexander Lukashenko, con il quale si affronterà, probabilmente, la creazione di una base aerea sul suo territorio. Mentre il 30 novembre, a margine della conferenza sui cambiamenti climatici a Parigi, Putin vedrà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Accuse Usa
Mosca replica alle accuse degli Usa, sugli ultimi raid in Siria. L'esercito americano insiste sulle sue accuse contro la Russia, sostenendo che i bombardieri di Vladimir Putin attaccherebbero l'opposizione siriana moderata, al fine di favorire Bashar Assad, ma il portavoce del ministero della difesa russo, il generale Igor Konashenkov, smentisce: «il portavoce del comando centrale dell'esercito americano dice che la maggior parte dei raid aerei russi sono diretti contro l'opposizione siriana moderata, senza presentare prove o fatti», ha detto Konashenkov.

Autocisterne colpite
La Forza Aerea russa ha distrutto negli ultimi cinque giorni oltre 1.000 autocisterne che trasportano petrolio alle raffinerie dello Stato Islamico. Lo ha detto il portavoce del Ministero della Difesa russa, Igor Konashenkov. L'Isis negli ultimi due giorni, ha sofferto le perdite maggiori nelle province di Deir ez-Zor, Raqqa e Aleppo. Secondo il portavoce, nella regione Raqqa durante una ricognizione aerea sono stati scoperti due colonne di veicoli che trasportavano petrolio alle raffinerie controllate dall'Isis.

(Con fonte Askanews)

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal