16 luglio 2024
Aggiornato 04:00
Colloquio tra ammiragli su tensioni nel Mar cinese meridionale

Cina e USA sull'orlo del conflitto?

Non è stato sereno il colloquio video, oggi, tra i capi delle Marine statunitense e cinese. L'ammiraglio Wu Shengli, capo della Marina militare di Pechino, ha avvertito l'ammiraglio John Ricardson, suo corrispettivo americano, che se proseguiranno 'atti provocatori' nel Mar cinese meridionale, c'è il rischio che esploda un conflitto

PECHINO - Non è stato sereno il colloquio video, oggi, tra i capi delle Marine statunitense e cinese. L'ammiraglio Wu Shengli, capo della Marina militare di Pechino, ha avvertito l'ammiraglio John Ricardson, suo corrispettivo americano, che se proseguiranno «atti provocatori» nel Mar cinese meridionale, c'è il rischio che esploda un conflitto tra le due principali potenze mondiali.

Colloquio di un'ora
Secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa cinese Xinhua, il colloquio in videconferenza tra i due alti ufficiali è durato circa un'ora. La parte americana non aveva fornito dettagli sui contenuti, ma Pechino ha dato l'idea di una conversazione abbastanza tempestosa, che viene dopo che gli Usa hanno inviato un cacciatorpediniere - USS Lassen - nelle acque contese tra le isole Spratly e le Paracel, a meno di 12 miglia nautiche da una delle isole artificiali che la Cina sta costruendo in quell'area.

Minacce
Le autorità cinesi non hanno preso contromisure militari per il passaggio della nave, che Washington ha giustificato come un'attività nell'ambito di un programma per garantire la libertà di navigazione. Tuttavia hanno protestato convocando l'ambasciatore Usa a Pechino e hanno parlato di «minaccia alla sicurezza» della Repubblica popolare. «Se gli Stati uniti continueranno a realizzare questi atti pericolosi e provocatori, potrebbe prodursi una situazione pericolosa tra le forze sulla linea del fronte in cielo e in mare. E anche un piccolo incidente potrebbe innescare un conflitto», ha ammonito Wu, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale. «Io spero - ha continuato l'alto ufficiale cinese - che gli Stati uniti abbiano a cuore una situazione buona tra le marine Usa e cinese, conquistata a fatica, ed evitino che incidenti simili si producano ancora»

Area strategica
L'area strategica in cui la Cina sta costruendo le isole artificiali è rivendicata, oltre che da Pechino, anche da Brunei, Filippine, Indonesia, Malaysia, Taiwan, Singapore e Vietnam. Gli incidenti, negli ultimi mesi, sono stati frequenti. Gli Stati uniti ufficialmente non prendono posizione nella disputa, ma non riconosce l'area circostante le isole artificiali come acque territoriali cinesi. La Lassen ha navigato entro le 12 miglia dall'isola artificiale e, mentre Pechino ha denunciato l'accesso illegale, Washington si trincera dietro all'Unclos, la Convenzione Onu sul diritto del mare, che pone il limite delle 12 miglia nautiche, ma per le isole naturali, non per quelle costruite dall'uomo.

(Con fonte Askanews)