28 febbraio 2021
Aggiornato 19:30
Presidenziali USA 2016 | Primo dibattito dei Democratici

Sanders e Hillary sul palco, ma è Trump show su Twitter

Due ore di dibattito, gli occhi puntati su Clinton e Sanders, gli altri tre candidati che non sono riusciti a conquistarsi uno spazio, il messaggio di Obama prima dell'inizio. Sono questi gli elementi del primo dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del partito democratico americano

NEW YORK - Due ore di dibattito, gli occhi puntati su Clinton e Sanders, gli altri tre candidati che non sono riusciti a conquistarsi uno spazio, il messaggio di Obama prima dell'inizio. E ovviamente il Trump show su Twitter. Sono questi gli elementi del primo dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del partito democratico americano, andato in onda ieri sera su Cnn e trasmesso dall'hotel Wynn di Las Vegas. Sin dall'inizio era chiaro che il dibattito si sarebbe trasformato in una sfida (la prima sfida) tra la favorita dall'establishment Hillary Clinton e il candidato che cerca di portare il partito a sinistra, il senatore del Vermont Bernie Sanders. A moderare il dibattito il giornalista di Cnn Anderson Cooper.

Il messaggio di Obama
Poco prima dell'inizio del confronto Obama ha inviato un messaggio video ai candidati chiedendo di lavorare insieme e di cercare di non far perdere al partito la Casa Bianca. Sul palco a Las Vegas c'erano anche gli altri tre contendenti finora rimasti in ombra: l'ex governatore del Maryland ed ex sindaco di Baltimora Martin O'Malley, l'ex senatore della Virginia ed ex giornalista e scrittore Jim Webb e l'ex senatore indipendente e governatore di Rhode Island Lincoln Chafee.

Sanders: Dobbiamo tornare a parlare di politica
I temi hanno toccato l'ambiente e i cambiamenti climatici, le armi, l'economia, ma anche la marijuana e l'Iraq. E il Wall Street Journal ha parlato di «litigio» tra i candidati che di fatto hanno cercato di trovare un po' di spazio e di far decollare una campagna elettorale che fino a questo momento è stata nelle mani dei repubblicani. Litigio che ha visto posizioni contrapposte sia su quanto fatto in Iraq che sul controllo delle armi.
C'è stata anche una stretta di mano tra Clinton e Sanders dopo che il senatore del Vermont aveva detto di essere stufo di sentire parlare delle sue «dannate email», facendo riferimento allo scandalo che nei mesi scorsi ha travolto Clinton e con il quale la candidata sta ancora facendo i conti. Dobbiamo tornare a parlare di politica e dell'impoverimento della classe media, alle mail ci pensano i tribunali, ha detto Sanders.

E' Wall Street che controlla il Congresso
Anche se su posizioni diverse, i candidati hanno quindi attaccato Wall Street (e lo strapotere senza regole della finanza), la Russia per le sua azioni in Ucraina e ora in Siria e i repubblicani. Soprattutto partendo da Trump. Proprio su Wall Street Sanders ha sferrato il suo attacco: «Non è il Congresso che controlla Wall Street, ma Wall Street che controlla il Congresso». Dall'altra parte Clinton, da tanti definita troppo allineata con il potere finanziario di New York, ha risposto che non è così, provando per la prima volta a smarcarsi.
Alla fine i due candidati hanno (come ampiamente atteso) polarizzato l'attenzione. Gli applausi e le urla di incitamento dal pubblico sono state quasi tutte per loro. Clinton ha di certo mostrato di essere la politica con più esperienza soprattutto nei dibattiti, ma anche Sanders ha messo in luce di essere una forte alternativa all'ex segretario di Stato.

Il Trump show su Twitter
Tutto questo mentre all'esterno del palco, su Twitter, Donald Trump, come promesso, ha portato avanti la sua campagna elettorale. Il magnate newyorchese ha raccolto migliaia di persone commentando i candidati del partito avversario. «Mi spiace non ci sono STAR sul palco stasera», ha scritto.