Migranti, anche Cameron si convince: accoglieremo di più
Il primo ministro britannico David Cameron, che si è subito detto particolarmente colpito dalla foto del piccolo bimbo siriano morto sulla spiaggia di Bodrum, ha assicurato che il Regno Unito accoglierà più siriani
LISBONA (askanews) - Il Regno Unito è pronto «a fare di più» per superare la crisi rappresentata dai flussi migratori in Europa e ad accogliere «migliaia di rifugiati siriani supplementari». Lo ha annunciato il primo ministro del Paese, David Cameron, mentre il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha invitato gli europei ad accantonare le recriminazioni e a collaborare per rispondere all'emergenza, che secondo il Pentagono rappresenta «un problema enorme» con cui bisognerà fare i conti per i «prossimi venti anni».
Campi alla frontiera siriana
«Di fronte alla portata della crisi e alla sofferenza delle persone, posso annunciare oggi che faremo di più, accogliendo migliaia di rifugiati siriani supplementari», ha detto di fronte alla stampa a Lisbona, «Proseguiamo col nostro approccio di farlo nei campi profughi». Un'allusione ai campi dell'Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) alla frontiera siriana.
Percorso più sicuro
«Questo offre loro un percorso più diretto e più sicuro verso il Regno Unito, evitando di prendere i rischi di un viaggio pericoloso che ha fatto molti morti», ha aggiunto. Criticato per il suo mancato coinvolgimento nella crisi rifugiati, Cameron ha ceduto di fronte alla pressione crescente di un'opinione pubblica che reclamava maggiore impegno nell'emergenza rifugiati.
Europa non può dividersi
Secondo Steinmeier, che ha parlato alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, «l'Europa non ha il diritto di dividersi di fronte a questa sfida", in cui "le recriminazioni non serviranno a rendere il problema gestibile». «Il Sud dell'Europa ha come la sensazione di non avere abbastanza sostegno per questa sfida», ha affermato il generale Martin Dempsey, capo di stato maggiore dell'esercito statunitense, in un'intervista ad Abc News, «mentre i leader dell'Europea centrale e settentrionale pensano che sia un problema che deve essere affrontato al Sud. Credo comunque che ci stia cominciando a essere un po' di consapevolezza che questa è una crisi reale». Si tratta, ha aggiunto, di «un enorme problema» e «il mio personale giudizio su questo è che dobbiamo guardare a queste situazioni sia unilateralmente che con gli alleati come un problema generazionale e organizzare noi stessi e le nostre risorse a un livello sostenibile per affrontarle per i prossimi venti anni».
Ripartizione
L'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, ha rivolto un appello alla ripartizione di almeno 200mila richiedenti asilo nell'Unione Europea e ha sottolineato che tutti i membri dell'Ue dovrebbero avere l'obbligo di partecipare a questo programma. Germania e Francia hanno lanciato un'iniziativa comune per «organizzare l'accoglienza dei rifugiati e una ripartizione equa in Europa» delle famiglie in fuga dalla guerra in Siria.
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