Immigrati, Onu chiede ripartizione 200mila rifugiati in Paesi Ue
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Antonio Guterres, ha lanciato un appello per la ripartizione di almeno 200mila richiedenti asilo in Unione Europea
GINEVRA (askanews) - L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Antonio Guterres, ha lanciato un appello per la ripartizione di almeno 200mila richiedenti asilo in Unione Europea e ha sottolineato che tutti i membri dell'Ue dovrebbero avere l'obbligo di partecipare a questo programma.
Ricollocamento di massa
«Le persone che hanno una richiesta di protezione valida (...) dovrebbero conseguentemente beneficiare di un programma di ricollocamento di massa, con la partecipazione obbligatoria di tutti gli stati membri dell'Ue. Una stima preliminare sembra indicare il bisogno potenziale di accrescere le opportunità di reinsediamento a 200mila posti", ha scritto Guterres in una nota. «L'Europa si trova ad affrontare il più massiccio afflusso di rifugiati da alcuni decenni» a questa parte, ha sottolineato, riscontrando che la «situazione esige un notevole sforzo comune che è impossibile con l'attuale approccio frammentato» che esiste in seno all'Ue.
Dati spaventosi
Oltre 300mila persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dall'inizio dell'anno e oltre 2.600 sono morte effettuando questo viaggio, secondo i dati dell'Unhcr. «Dopo il loro arrivo sulle coste e le frontiere dell'Europa, proseguono il loro viaggio, nel caos», si è rammaricato Guterres, che ha denunciato il modo indegno in cui queste persone sono trattate.
Non solo fenomeno migratorio
Ha aggiunto che «prima di tutto si tratta di una crisi di rifugiati, non solamente di un fenomeno migratorio», perchè la grande maggioranza di quanti arrivano in Grecia provengono da nazioni che vivono conflitti, come Siria, Iraq e Afghanistan. L'Alto commissario ha ritenuto che il solo modo di risolvere questa emergenza sia predisporre una «strategia comune basata su responsabilità, solidarietà e fiducia». In concreto, «questo significa prendere misure urgenti e coraggiose per stabilizzare la situazione e trovare un mezzo per condividere autenticamente le responsabilità a medio e lungo termine».
Europa deve essere pronta
«L'Ue deve poter essere pronta, con il consenso e l'appoggio dei governi interessati - principalmente Grecia e Ungheria, ma anche Italia - di predisporre delle capacità» di accoglienza e di registrazione d'urgenza per le persone, ha proseguito. Ha poi ricordato che gli immigrati che non hanno motivo per restare in Europa dovrebbero essere rispediti nel Paese d'origine.
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