31 marzo 2020
Aggiornato 08:30
Ultimatum al Papa

Papa Francesco è stato minacciato da 71 rabbini per aver riconosciuto la Palestina

Sarebbe stata inviata una lettera al Pontefice con la minaccia di un processo in contumacia se non chiederà scusa

ROMA (askanews) - «Ultimatum» a Papa Francesco: faccia marcia indietro rispetto al riconoscimento da parte del Vaticano della Palestina altrimenti «sarà processato in contumacia» da un «tribunale» religioso ebraico. L'aut aut, secondo fonti palestinesi, sarebbe stato lanciato da 71 rabbini con una lettera inviata al Pontefice al quale avrebbero dato tempo fino al 20 settembre prossimo per «chiedere scusa», come scrive oggi il quotidiano panarabo "al Quds al Arabi".

71 rabbini minacciano Papa Francesco
Stando a quanto ha affermato al giornale edito a Londra da Dimiti Daliani, membro dell'Assemblea Rivoluzionaria del Movimento palestinese al Fatah, «un tribunale ebraico comprendente 71 rabbini che si autodefiniscono 'saggi' hanno scritto una lettera al Papa del Vaticano Francesco intimandogli di chiedere scusa per aver riconosciuto lo Stato della Palestina dandogli tempo fino al 20 settembre, con la minaccia di processarlo in contumacia». Tuttavia è stato lo stesso, Dalian, un palestinese di fede cristiana molto attivo sui media arabi, a definire la lettera che avrebbe «visionato» niente di più che «una farsa che non ha alcun valore legale».

Israele rilascia l'attivista italiano
Nel frattempo è stato rilasciato su cauzione Vittorio Fera, l'attivista italiano arrestato venerdì in Israele. Lo riferisce la Farnesina, che segue il suo caso, e fa sapere che funzionari dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv hanno assistito il connazionale questa mattina alla prevista udienza di convalida presso il Tribunale di Gerusalemme. Il Tribunale ha disposto il rilascio di Fera su cauzione, ed un prolungamento delle indagini fino all'8 settembre. L'ambasciata, precisa il ministero degli Esteri, resta in costante contatto con il connazionale, con l'International Solidarity Movement e con le Autorità israeliane per fornire ogni possibile, ulteriore assistenza.

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