15 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Comando congiunto e 10 mln da Londra

Caos Calais, Londra e Parigi si rimboccano le maniche contro i trafficanti

Francia e Regno Unito dichiarano guerra ai trafficanti di uomini e si alleano nella battaglia contro le organizzazioni criminali che aiutano i migranti ad attraversare la Manica

CALAIS (askanews) - Francia e Regno Unito dichiarano guerra ai trafficanti di uomini e si alleano nella battaglia contro le organizzazioni criminali che aiutano i migranti ad attraversare la Manica. Questo almeno è il proposito ufficiale di una strategia congiunta che vuole fermare con qualsiasi mezzo l'enorme flusso migratorio che investe Calais, cittadina del Nord della Francia e imbocco dell'Eurotunnel, divenuta ormai l'approdo di migliaia di rifugiati di tutte le nazionalità che tentano di raggiungere la Gran Bretagna.

Comando congiunto
Questa mattina i ministri degli Interni francese e britannico, Bernard Cazeneuve e Theresa May, hanno siglato un'intesa che prevede la creazione di un «centro di gestione e controllo comune» nella lotta contro i trafficanti e una squadra congiunta per rimandare a casa i migranti illegali. Il piano stabilisce che Londra stanzierà «strumenti supplementari» per mettere in sicurezza la zona dell'Eurotunnel, che collega i due Paesi attraverso lo Stretto della Manica. Il governo britannico destinerà 10 milioni di euro su due anni per contribuire alla gestione dei migranti a Calais e invierà sul posto un numero ancora imprecisato di agenti di polizia.

Segnale forte
«E' necessario che venga inviato un segnale forte da Calais, che non sarà possibile attraversare questa frontiera», ha dichiarato Bernard Cazeneuve, che ha visitato con la sua collega britannica il sito di Eurotunnel, obiettivo tutte le notti di tentativi di intrusione dei migranti. Solo in queste ultime settimane dodici persone hanno perso la vita tentando di saltare a bordo dei camioni e dei treni navetta che attraversano il tunnel.

L'appello all'Europa
Parigi e Londra hanno rivolto un appello all'Unione europea affinché tratti la questione migratoria in modo «strutturale e globale», operando una netta distinzione tra le persone che fuggono da guerre e persecuzioni e quelle invece spinte da ragioni economiche. I rientri volontari verso i paesi d'origine saranno favoriti con l'attivazione di campagne di informazione e di programmi di aiuto al rientro. Dopo la firma dell'accordo il ministro francese si recherà a Berlino per incontrarvi il suo collega tedesco Thomas de Maizière, a sua volta alle prese con un numero eccezionale di richieste di asilo, 800.000 per quest'anno, un record per un paese che conta 81 milioni di abitanti.