23 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Ma movimento islamista respinge le accuse

Anp accusa Hamas: in corso negoziati segreti con Israele

L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha accusato oggi il movimento islamico rivale Hamas al potere nella Striscia di Gaza, di voler approvare politicamente la separazione fisica dei Territori palestinesi nel tentativo di raggiungere sottobanco un accordo con Israele

RAMALLAH (askanews) - L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha accusato oggi il movimento islamico rivale Hamas al potere nella Striscia di Gaza, di voler approvare politicamente la separazione fisica dei Territori palestinesi nel tentativo di raggiungere sottobanco un accordo con Israele.

Negoziati segreti
Da alcuni giorni media israeliani, arabi e turchi parlano dell'esistenza di negoziati segreti e indiretti tra Israele ed i loro nemici giurati di Hamas. Voci che sono state alimentate dalle recenti visite in Arabia Saudita e in Turchia del leader in esilio di Hamas, Khaled Meshaal. Questi presunti negoziati, secondo i media, avrebbero lo scopo, di stabilire un cessate-il-fuoco duraturo tra i due nemici.

La smentita
Ieri, l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto a «chiarire ufficialmente che Israele non ha avuto alcun incontro con Hamas, direttamente o attraverso altri paesi». Tuttavia, l'Anp continua a puntare il dito contro Hamas accusandolo di voler minare l'unità palestinese. 

Vicine all'accordo?
In un'intervista a France 24, il ministro degli Esteri palestinese, Riad al-Malki ha affermato che Israele e Hamas erano «in procinto di raggiungere un accordo su una tregua di otto a dieci anni, in cambio di un revoca del blocco israeliano e l'apertura, sotto il controllo israeliano, di un passaggio marittimo» alla Repubblica Turca di Cipro Settentrionale. «Non sappiamo se (l'accordo) avverrà domani o fra un mese», ma «i mediatori fanno del loro meglio» per realizzarlo, ha aggiunto.

Blair mediatore
Nel frattempo, Ahmed Assaf, portavoce di al Fatah che fa capo al presidente Mahmoud Abbas, ha nominato Tony Blair, ex rappresentante del Quartetto in Medio Oriente, come uno dei mediatori. «L'accordo Hamas-Blair è fuori del consenso nazionale e apre la strada per la divisione e l'isolamento della Striscia di Gaza», ha detto Assaf alla radio ufficiale palestinese. Dal 2007, la Cisgiordania occupata e la Striscia di Gaza, sono infatti divise e governate da due governi rivali. La riconciliazione inter-palestinese siglata nella primavera 2014 non ha avuto applicazione sul terreno: Hamas continua a mentre l'Anp amministra la Cisgiordania. Proprio ieri, il numero due di Hamas, Ismail Haniyeh, ha ancora una volta garantito di «respingere l'idea di uno Stato a Gaza, circa il 2% del territorio in cambio della rinuncia del resto della Palestina occupata». Tuttavia, fonti all'interno di Hamas hanno recentemente ammesso lo «scambio di idee» tramite terzi. Ma dirigenti di Hamas coperti dall'anonimato hanno riferito a France Presse che gli argomenti discussi sono «esclusivamente umanitari e non politici».