13 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Il rapporto di Nessuno tocchi Caino

Pena di morte, 3576 esecuzioni nel mondo nel 2014

Cina, Iran e Arabia Saudita i Paesi con più esecuzioni; in Africa preoccupa l'Egitto, in America gli Stati Uniti (pur con una tendenza positiva) e in Europa la Bielorussia

ROMA (askanews) - Nel 2014 sono state registrate almeno 3.576 esecuzioni capitali in 22 Paesi, mentre nei primi sei mesi del 2015 sono state 2.229 in 17 Paesi. E' quanto si legge nel rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino «La pena di morte nel mondo», in cui si precisa che «sul terribile podio dei primi Paesi che nel 2014 hanno compiuto più esecuzioni nel mondo figurano tre Paesi autoritari: Cina, Iran e Arabia saudita. Mentre i primi Paesi-boia del 2015 sono Cina, Iran e Pakistan».

Evoluzione positiva ma tanto da fare
Nel rapporto si rimarca, però, come l'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte, in atto da oltre 15 anni, sia stata confermata anche nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015. Dalla fondazione nel 1993 di Nessuno tocchi Caino a oggi, infatti, ben 64 dei 97 Paesi membri dell'Onu allora mantenitori della pena di morte hanno smesso di praticarla, 22 dei quali lo hanno fatto a partire dal 2006, cioè dopo il rilancio dell'iniziativa pro-moratoria al Palazzo di Vetro. E il 18 dicembre dello scorso anno l'Assemblea Generale Onu ha votato il suo quinto testo per la moratoria universale in sette anni, ottenendo il numero record di 117 voti favorevoli, sei in più rispetto alla risoluzione del 2012. Complessivamente, ad oggi i Paesi o i territori che hanno deciso di abolire la pena di morte per legge o in pratica sono 161, mentre i Paesi mantenitori sono scesi a 37 (al 30 giugno 2015) rispetto ai 39 del 2013 e ai 54 del 2005. Il lieve aumento delle esecuzioni nel 2014 rispetto al 2013, 3.576 contro 3.511, si giustifica con l'incremento registrato in Iran e in Arabia Saudita.

L'Asia la più sanguinaria
Nel 2014, ancora una volta, l'Asia è stato il continente dove è stata praticata la quasi totalità della pena di morte nel mondo. «Se stimiamo che in Cina vi sono state almeno 2.400 esecuzioni, il dato complessivo del 2014 nel continente asiatico corrisponde ad almeno 3.471 esecuzioni (il 97%), un po' di più rispetto al 2013 quando erano state almeno 3.415. Nei primi sei mesi del 2015, nel continente asiatico sono state effettuate almeno 2.182 esecuzioni (il 98%) in 13 Paesi», si legge nel rapporto.

Stati Uniti l'eccezione in America
«Le Americhe sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Stati Uniti, l'unico Paese del continente che ha compiuto esecuzioni nel 2014 (33) e nei primi sei mesi del 2015 (17)», ha aggiunto l'ong. Ma anche qui, ha evidenziato l'ong, è da registrare che nel maggio 2015 il Nebraska ha abolito la pena di morte, diventando il 19esimo Stato ad abolirla e il settimo a farlo negli ultimi otto anni. Inoltre, altri sei Stati non hanno effettuato esecuzioni da almeno 10 anni e possono essere considerati «abolizionisti di fatto», mentre altri quattro hanno sospeso le esecuzioni a causa degli evidenti difetti che connotano il sistema capitale. Bisogna anche ricordare, si legge nel rapporto, che il presidente Barack Obama ha mantenuto la moratoria di fatto delle esecuzioni federali, già di per sé rare, che dura da 12 anni, ha ordinato una revisione della pratica dell'iniezione letale e ha sollevato "forti interrogativi" sull'equa applicazione della pena di morte sotto il profilo razziale.

Africa
«In Africa, nel 2014 la pena di morte è stata praticata in quattro Paesi, uno in meno rispetto al 2013, e sono state registrate almeno 67 esecuzioni: Sudan (almeno 23), Somalia (almeno 20), Egitto (almeno 15) e Guinea Equatoriale (9). Nei primi sei mesi del 2015, sono state effettuate almeno 30 esecuzioni in tre Paesi del continente: Somalia (almeno 14), Egitto (almeno 12) e Sudan (almeno 4). Nel 2013 erano state almeno 57», si precisa nel rapporto. A preoccupare Nessuno Tocchi Caino è soprattutto l'Egitto che, dopo una moratoria di fatto che risaliva al 2011, ha compiuto almeno 15 esecuzioni nel 2014 e almeno altre 12 nel 2015 (al 30 giugno), di cui sette per terrorismo. Dopo la deposizione del presidente islamista Mohamed Morsi, nel luglio 2013, il governo sostenuto dai militari ha intrapreso «un giro di vite implacabile nei confronti del dissenso politico, colpendo in gran parte i sostenitori di Morsi», ha evidenziato l'ong. Nel 2014, in sei diversi processi per reati di violenza politica, i tribunali egiziani hanno irrogato condanne a morte preliminari ad almeno 1.434 membri della Fratellanza Musulmana: si tratta del maggior numero di condannati a morte nella storia moderna dell'Egitto. Tuttavia, a livello continentale, l'ong ha ricordato che il 24 aprile scorso il Gruppo di lavoro sulla pena di morte della Commissione africana per i Diritti umani e dei popoli (ACHPR) ha adottato la bozza di Protocollo alla Carta africana dei diritti umani e dei popoli per l'abolizione della pena di morte in Africa, ora al vaglio dell'Unione Africana.

Europa
Infine, in Europa «l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte è rappresentata dalla Bielorussia», con almeno tre esecuzioni nel 2014. Al momento non risulta ne siano state effettuate nei primi sei mesi del 2015.