5 dicembre 2021
Aggiornato 15:00
La crisi ucraina

Ucraina: destra allo scontro col Governo, ma no a nuova Maidan

La situazione politico-economica del paese è estremamente difficile e precaria, il nuovo establishment continua a perdere consenso, al momento però non esistono alternative concrete e i problemi emersi con evidenza nelle scorse settimane tra le frange paramilitari e le istituzioni governative rimangono circoscritte e non vi è segno che si possano trasformare in una terza Maidan.

KIEV (askanews) - La destra radicale di Pravy Sektor è sempre più in rotta di collisione con la linea del presidente Petro Poroshenko e del premier Arseni Yatseniuk, ma il rischio che la protesta dei gruppi estremisti si trasformi in un'altra rivoluzione di piazza dopo quelle del 2004 e del 2014 sono tutto sommato basse. La situazione politico-economica del paese è estremamente difficile e precaria, il nuovo establishment continua a perdere consenso, al momento però non esistono alternative concrete e i problemi emersi con evidenza nelle scorse settimane tra le frange paramilitari e le istituzioni governative rimangono circoscritte e non vi è segno che si possano trasformare in una terza Maidan.

Questo in sostanza il quadro che la maggior parte degli esperti delinea in Ucraina dopo l'inquietante episodio di Mukachevo, centro della regione occidentale della Transcarpazia dove la scorsa settimana una sparatoria tra un manipolo del Settore destro e la polizia locale ha lasciato sull'asfalto due morti e una dozzina di feriti, e il congresso straordinario dell'organizzazione ultranazionalista tenutosi questa settimana a Kiev, in cui il leader Dmitri Yarosh ha annunciato l'inizio della raccolta di firme per un referendum sull'impeachment e le dimissioni di presidente e governo. Come ha fatto notare oggi l'analista Taras Berezovets dalle colonne del quotidiano Segodnya l'iniziativa è in ogni caso condannata all'insuccesso poiché la base elettorale sulla quale si muove Pravy Sector è molto ristretta e non c'è di fatto nessun sostegno politico.

Al di là della questione specifica, il problema è comunque che azioni come queste contribuiscono alla destabilizzazione di un quadro politico tutt'altro che solido, tra la debolezza intrinseca di un governo sostenuto da cinque partiti che poco hanno a che spartire tra di loro e i riflessi della guerra nel Donbass. Per il politologo Alexei Garan gli oligarchi che in questi mesi hanno per forza di cose dovuto raggiungere compromessi con la nuova élite al potere, potrebbero mettere di nuovo sotto pressione il governo.

I riferimenti sono prima di tutto verso Igor Kolomoisky, ex governatore della regione di Dnipropetrovsk deposto un paio di mesi fa da Poroshenko, ma rimasto una spina del fianco per il governo. Finanziatore di forze politiche e anche di vari battaglioni di volontari nel sudest ucraino, Kolomoisky ha smentito di aver sobillato Pravy Sektor alla rivolta.

Ciò che è certo è la destra estrema, militarizzata e presente anche in parlamento, sta diventando un problema sempre più grosso per Poroshenko e Yatseniuk, impegnati sia in casa che all'estero a minimizzare la questione. In realtà numericamente le forze del Settore di destra sono davvero limitate e senza l'appoggio popolare e quello di generosi burattinai non possono sperare di ribaltare la situazione.

Yarosh rimane un personaggio mediaticamente popolare, è entrato alla Rada in doppiopetto ed è diventato consigliere del ministro della Difesa, ma sia alle presidenziali del maggio 2014 che alle parlamentari dello scorso ottobre ha raccolto solo briciole. Per Berezovets insomma è di fatto già iniziata la campagna elettorale per le elezioni locali che si terranno alla fine di ottobre e la destra paramilitare cerca di coalizzare l'elettorato più radicale e insoddisfatto.

Yarosh e camerati, che più volte in questi mesi ha minacciato Poroshenko e Yatseniuk di avviare una rivolta di piazza nel caso non vengano avviate davvero le riforme di cui il paese ha bisogno, hanno ricordato anche in questi giorni come già ai tempi di Euromaidan gli uomini di Pravy Sektor siano stati l'avanguardia della rivoluzione, aggressivi e poi lodati, e come la storia si possa quindi ripetere. Salvo il fatto che, ha chiosato Segodnya, l'Ucraina difficilmente sopravvivrebbe a Maidan 3.0.