27 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Il cooperante ucciso in Pakistan

Ecco chi era Giovanni Lo Porto

Giovanni Lo Porto, 40 anni, cooperante italiano, era stato rapito in Pakistan dai jihadisti il 19 gennaio del 2012. E' stato ucciso il 3 gennaio scorso in un'operazione antiterrorismo statunitense, come rivelato oggi dalla Casa Bianca: dal giorno del suo sequestro non si erano avute più sue notizie. Ecco chi era.

ROMA (askanews) - Giovanni Lo Porto, 40 anni, cooperante italiano, era stato rapito in Pakistan dai jihadisti il 19 gennaio del 2012. E' stato ucciso il 3 gennaio scorso in un'operazione antiterrorismo statunitense, come rivelato oggi dalla Casa Bianca: dal giorno del suo sequestro non si erano avute più sue notizie.

In Pachistan con una ong tedesca
Palermitano, Lo Porto lavorava per l'ong tedesca 'Welthungerhilfe' ed era stato sequestrato insieme al collega olandese Bernd Johannes nel distretto di Multan della provincia centro-occidentale pachistana del Punjab, dove lavorava a un progetto di sostegno alle popolazioni colpite dalle inondazioni.

Project manager per varie ong
Dopo gli studi nel Regno Unito, fra la London Metropolitan University e la Thames Valley University, Lo Porto aveva lavorato come project manager per varie ong, fra cui 'Gruppo Volontario Civile' e Cesvi. Quindi era passato a collaborare con la 'Welthungerhilfe' (Aiuto alla fame nel mondo) creata nel 1962 sotto la protezione e il sostegno della Fao.

Anche un secondo ostaggio ucciso
Nel gennaio del 2014 i familiari avevano lanciato una petizione on-line per sollecitare il governo italiano a trovare una soluzione alla vicenda, petizione alla quale avevano aderito oltre 48mila persone. Nell'operazione statunitense, sulla quale la Casa Bianca terrà a breve una conferenza stampa, è rimasto ucciso anche un secondo ostaggio, un cittadino americano rapito nel 2011 e identificato come Warren Weinstein.