20 settembre 2019
Aggiornato 13:30
Allarme da un battello al largo della Libia

Ancora una tragedia in mare, già 20 morti

Un battello con oltre 300 migranti starebbe affondando nel Mediterraneo: lo ha annunciato l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, spiegando che già almeno 20 persone sarebbero morte. L'allarme, tuttavia, è da verificare. Guardia Costiera in difficoltà per mancanza di mezzi disponibili.

GINEVRA (askanews) - Un battello con oltre 300 migranti starebbe affondando nel Mediterraneo: lo ha annunciato l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, spiegando che già almeno 20 persone sarebbero morte. «L'Oim di Roma ha ricevuto una richiesta di aiuto in acque internazionali; ci sono tre battelli. Le persone che hanno lanciato l'appello hanno detto che più di 300 persone si trovano a bordo del loro battello, che è sul punto di colare a picco», ha riferito l'Oim.

Nuova emergenza al largo delle coste libiche
Nuova emergenza al largo delle coste libiche. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha indicato che tre imbarcazioni si troverebbero fianco a fianco nel Mediterraneo: una di questa ha lanciato una richiesta di aiuto, riferendo anche della morte di una ventina di persone. Secondo una prima valutazione della situazione, a bordo di ciascun gommone potrebbero esserci circa cento persone.

Allarme da verificare
L'organizzazione internazionale tuttavia invita alla cautela: un portavoce, Flavio Di Giacomo, ha spiegato a Rainews24 che l'allarme va ora verificato. «Abbiamo informato le autorità competenti, ma è presto per parlare di naufragio in corso», ha commentato. Secondo l'Oim, la Guardia costiera «non ha i mezzi per soccorrerli in questo momento» perché molte risorse sono impegnate nelle operazioni legate alla tragedia di domenica al largo della Libia, con centinaia di vittime. L'Oim suppone che «la guardia costiera, probabilmente, tenterà di inviare navi commerciali». Un'operazione non facile - secondo l'organizzazione - perché alcune di queste navi «non vogliono collaborare».