12 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

USA, compromesso bipartisan su nucleare iraniano. E Israele plaude

Una legge bipartisan, scritta da un membro democratico e uno repubblicano, sul programma nucleare iraniano, che darebbe al Congresso la facoltà di approvare o bocciare qualsiasi accordo. Un compromesso di cui, a quanto pare, Obama non sarebbe particolarmente entusiasta, ma che Israele ha accolto con favore.

NEW YORK (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che firmerà una legge bipartisan se sarà approvato così come è stata formulata ora dalla commissione Esteri del Senato. Darebbe al Congresso la facoltà di approvare o bocciare qualsiasi accordo sul programma nucleare iraniano. Lo ha fatto sapere il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che ha sottolineato tuttavia che Obama non è «particolarmente entusiasta del provvedimento». La legge è stata messa a punto da un membro Democratico e uno Repubblicano della commissione e dovrebbe essere votata questo pomeriggio.

Soddisfazione da Israele
Israele accoglie con favore il compromesso raggiunto tra il Congresso degli Stati Uniti e il presidente americano Barack Obama per quanto riguarda l'accordo sul programma nucleare iraniano. Lo ha detto oggi il ministro dell'Intelligence del governo di Benjamin Netanyahu, Yuval Steinitz. Un'intesa, secondo l'esecutivo dello Stato ebraico, resa possibile proprio dal controverso intervento del premier israeliano al Congresso.

Risultato per la politica di Israele
«Questa mattina siamo certamente felici, questo è un risultato della politica di Israele (di Netanyahu). Il discorso al Congresso (...) è stato decisivo nel raggiungimento di questa legge, che è un elemento molto importante nel prevenire un cattivo accordo, o almeno, per migliorare l'accordo e renderlo più ragionevole», ha detto Steinitz alla Radio israeliana. Ieri, il presidente della commissione Esteri del Senato statunitense, il repubblicano Bob Corker, ha detto che la commissione ha raggiunto un accordo su un disegno di legge bipartisan per dare al Congresso la facoltà di approvare o bocciare qualsiasi accordo sul programma nucleare iraniano entro 52 giorni, che impedirebbe al presidente Barack Obama di attenuare le sanzioni contro l'Iran prima del voto delle due aule.