15 luglio 2019
Aggiornato 20:30
Stato islamico

Lunedì nero per l'Isis, liberate Kobane e Diyala

E' di oggi infatti il quasi simultaneo annuncio della liberazione «totale» della città curdo-siriana di Kobane e la «cacciata definitiva» degli uomini del califfato nero dalla provincia irachena di Diyala.

KOBANE - Lunedì nero per lo Stato islamico in Siria, ma anche in Iraq. E' di oggi infatti il quasi simultaneo annuncio della liberazione «totale» della città curdo-siriana di Kobane e la «cacciata definitiva» degli uomini del califfato nero dalla provincia irachena di Diyala.

«La città è sotto il nostro totale controllo». A confermarlo ad AskaNews è stato Sherwan Minbij Darweesh, uno dei responsabili media dell'Ypg , le unità di difesa del popolo curdo a Kobane. Raggiunto telefonicamente, il combattente curdo ha spiegato di trovarsi nel quartiere «Kani», all'estremo Est della città liberata alle prime ore di oggi. «Sono decine i cadaveri che abbiamo trovato per le strade del quartiere e sotto le macerie, molti sono di ragazzi che sembrano non aver compiuto i 18 anni», spiega al telefono Darweesh. «Da stamane non ci sono stati combattimenti e non sono stati uditi spari - aggiunge -. Evidentemente i jihadisti si sono dati alla fuga».

L'Osservatorio che ha per primo annunciato al liberazione della città, ha riferito che l'Isis ha «inviato al fronte una brigata composta da circa 140 elementi in gran parte minorenni» nel tentativo di fermare l'avanzata dei combattenti curdi a difesa di Kobane.

In questi quattro mesi nella piccola enclave curda diventata simbolo della resistenza anti-Isis (anche per il rifiuto turco di aiutare militarmente i «partigiani» curdi) sono morte almeno 1.607 persone, in gran parte jihadisti.

Secondo il giornalista curdo Mustafa Ebdi, «nelle ultime 48 ore ci sono stati almeno 35 raid» dell'aviazione della coalizione internazionale guidate dagli Stati Uniti. Bombardamenti «intensi e potentissimi» che hanno preso di mira «le retrovie» dei jihadisti che assediavano la città da oltre quattro mesi. «Ora inizieremo l'offensiva per la liberazione dei villaggi introno a Kobane», ha detto il responsabile media dell'Ypg.

Sempre oggi in Iraq, altro Paese che ha vaste aree del suo territorio sotto il controllo dei jihadisti, la provincia sunnita irachena Diyala è stata dichiarata «zona liberata» dalle milizie dello Stato islamico. L'annuncio è stato dato dal capo della polizia del governatorato, teatro dal giugno scorso di violenti combattimenti tra gli uomini del Califfato islamico (sunnita) e le forze governative sostenute da milizie sciite.

Il capo della polizia generale Jamil al Shamry, parlando al telefono con la tv araba, ha annunciato la «fine dell'operazione militare lanciata quattro giorni fa» con la «liberazione di 24 villaggi e la ripresa degli ultimi 50 chilometri quadrati» che erano ancora sotto il controllo dei Jihadisti.