16 giugno 2019
Aggiornato 22:30
Unione europea

Raggiunto l'obiettivo (minimo) di quote rosa in Commissione

Dopo che sono stati sciolti oggi gli ultimi due nodi riguardanti le candidature belga e rumena, l'Istituzione comunitaria di Jean-Claude Juncker dovrebbe ormai essere completa, avendo anche raggiunto il numero di nove donne, che era stato posto come condizione necessaria da diversi gruppi dell'Europarlamento.

BRUXELLES - Dopo che sono stati sciolti oggi gli ultimi due nodi riguardanti le candidature belga e rumena, la nuova Commissione europea di Jean-Claude Juncker dovrebbe ormai essere completa, avendo anche raggiunto il minimo di nove donne (come nella Commissione Barroso) che era stato posto come condizione necessaria da diversi gruppi dell'Europarlamento, e in particolare dai Socialisti, per votare la fiducia in ottobre. E' stata la stessa portavoce di Juncker, Natasha Bertaud, ad annunciare che l'obiettivo era stato centrato, mentre continuano a Bruxelles le «interviste» del presidente eletto con tutti i candidati commissari.

POCHI SOCIALISTI - Anche dal punto di vista politico c'è stato un riequilibrio, con l'aumento soprattutto dei membri liberali (cinque), mentre i Socialisti (otto) appaiono ancora piuttosto sottorappresentati rispetto al PPE (14), nonostante il fatto che alle elezioni europee i due partiti siano arrivati complessivamente a poca distanza l'uno dall'altro.

LE QUESTIONI APERTE - A Bruxelles circolano diverse indiscrezioni sui portafogli e sulle vicepresidenze che Juncker assegnerà, nelle prossime ore, ma la portavoce ha negato che le decisioni siano state già prese e consigliato di aspettare l'annuncio ufficiale, atteso per la settimana prossima, al più tardi il 10 settembre.

LE 9 DONNE - Le nove donne che dovrebbero far parte della nuova Commissione sono: 1) l'italiana Federica Mogherini (Pse) che sarà vicepresidente e Alto rappresentate per la Politica estera e di sicurezza comune, come ha già deciso il Consiglio europeo); 2) la polacca Elzbieta Bienkowska (Ppe) che probabilmente andrà al Bilancio Ue; 3) la slovena Alenka Bratusek (liberali) che dovrebbe occuparsi di Economia digitale e Innovazione; 4) la svedese Cecilia Malmström (liberali), attuale commissaria agli Affari interni e Immigrazione, che passerebbe alla Giustizia; 5) la bulgara Kristalina Georgieva (Ppe), oggi commissaria agli aiuti umanitari, che si prevede passerà alla Fiscalità e lotta antifrode; 6) la danese Margrethe Vetager (liberali), che viene data come probabile nuova responsabile per l'Ambiente; 7) la ceca Vera Jourová (liberali), in rotta verso i Trasporti e la politica dello Spazio. Le due ultime candidature confermate oggi, infine, riguardano la rumena Corina Cretu (Pse), che dovrebbe averla spuntata sull'altro candidato, l'attuale commissario alla'Agricoltura Dacian Ciolos, e sarà probabilmente responsabile dell'Aiuto umanitario, e la belga fiamminga Maryanne Thyssen (Ppe), alla quale potrebbe essere assegnato il portafogli delle politiche per i giovani e il multilinguismo.