27 febbraio 2020
Aggiornato 23:30
Peggiora la situazione

Ebola, risposta internazionale inadeguata

I tre paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'epidemimia del virus di Ebola sono sempre più isolati, dopo che anche le ultime compagnie aeree ancora presenti hanno deciso di sospendere i voli da e per quella regione. Accelerazione su vaccini, test già a settembre.

FREETOWN - I tre paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'epidemia del virus di Ebola sono sempre più isolati, dopo che anche le ultime compagnie aeree ancora presenti hanno deciso di sospendere i voli da e per quella regione.

La risposta internazionale a questa epidemia è «pericolosamente inadeguata», ha ammonito la coordinatrice per l'emergenza di Medici senza Frontiere. «L'epidemia di Ebola è incontrollabile da diversi mesi, ma la comunità sanitaria internazionale ha impiegato troppo tempo a reagire», ha scritto Anja Wolz sul New England Journal of Medicine.

Il virus ha ucciso 1.400 dei 2.615 malati nell'intera regione, ma in Liberia, il Paese più colpito, l'estensione dell'epidemia potrebbe essere molto più grave, secondo il direttore del Centro federale americano di controllo e prevenzione delle malattie, Tom Frieden: «Il mondo non ha mai visto nulla di simile. Di conseguenza non solo il bilancio è molto elevato ma noi sappiamo che ci sono molti più casi di quelli diagnosticati».
«La situazione sta peggiorando», ha concluso Frieden, che si trova in missione in Liberia.

Accelerazione su vaccini, test già a settembre - I test di sicurezza sul vaccino contro il virus di Ebola saranno accelerati e potrebbero essere somministrati a dei volontari già a metà settembre: ad annunciarlo è stata l'associazione britannica Wellcome Trust, che sta finanziando con 3,5 milioni di euro i programmi di ricerca della GlaxoSmithKline, assieme ai National Institutes of Health americani.

Il vaccino sarà provato da volontari sani in Gran Bretagna, Mali e Gambia, con la speranza che i test possano concludersi entro la fine del 2014. Una delle prove sarà effettuata a Oxford e coinvolgerà 60 persone, mentre quelle portate avanti in Africa riguarderanno 40 volontari ciascuna.

Glaxo produrrà inoltre 10.000 dosi extra del trattamento, in modo che sia immediatamente disponibile per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), nel caso i risultati siano positivi. Secondo le ultime cifre pubblicate dall'Oms, 3.069 casi di Ebola sono stati registrati in quattro paesi dell'Africa occidentale, ma si teme che il bilancio reale sia di oltre 20.000 malati.