17 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
La crisi irachena

Il cambio di fronte di Obama in Iraq: saltare il Congresso

Il cambio di fronte è legato alle circostanze: il peggioramento della situazione in Iraq e la necessità di una risposta immediata, ma anche la chiusura estiva del Congresso. Tuttavia gli stessi politici questa volta non stanno facendo grandi pressioni affinché il presidente chieda loro una autorizzazione.

WASHINGTON - All'inizio di questa estate, in un incontro con i senatori democratici alla Casa Bianca, il presidente Obama ha fatto capire che avrebbe chiesto l'appoggio del Congresso prima di intensificare il coinvolgimento militare americano in Iraq.

«Non potete usare due atteggiamenti» contrastanti, ha detto il presidente americano ai senatori, facendo riferimento a quanto riportato al New York Times da uno dei politici presenti. «Non potete mettere la testa sott'acqua, nascondervi dietro al tavolo e poi dire che il presidente non viene da voi» per avere l'autorizzazione, ha detto Obama.

IL CAMBIO DI FRONTE - Per questo - scrive il New York Times - il presidente ha cambiato strategia usando il suo potere (molti ne hanno contestato la costituzionalità) di prendere decisioni che riguardano anche le forze militari. Lo scorso anno nella questione siriana aveva fatto il contrario: era passato dal Congresso che aveva respinto la sua proposta di bombardare il regime di Bashar al Assad.

Il cambio di fronte è legato alle circostanze: il peggioramento della situazione in Iraq e la necessità di una risposta immediata, ma anche la chiusura estiva del Congresso. Tuttavia gli stessi politici questa volta non stanno facendo grandi pressioni affinché il presidente chieda loro una autorizzazione.

MISSIONE A LUNGO TERMINE - I democratici - che a giugno si erano incontrati con Obama - in quell'occasione avrebbero detto esplicitamente al presidente di non passare dal Congresso. E questa volta (almeno finora) diversi rappresentanti repubblicani non stanno attaccando il presidente per la decisione di bombardare l'Iraq senza chiedere il via libera a Capitol Hill.

Obama ha da subito ricordato che sarà una missione di lungo termine. A settembre, alla riapertura del Congresso, vedremo se si formerà una fronda di politici che vogliono sottoporre l'operazione al voto. Per ora questa possibilità sembra remota.