17 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
La crisi irachena

Papa Francesco: «Fermare l'aggressore ingiusto»

Così Papa Francesco, a bordo dell'aereo che lo ha riportato da Seoul a Roma, ha risposto ai giornalisti presenti sulla situazione in Iraq: «Non solo cristiani tra vittime, tutti uguali davanti a Dio».

ROMA - «Dove c'è un'aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo fermare, non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo. I mezzi con i quali si può fermare dovranno essere valutati». Così Papa Francesco, a bordo dell'aereo che lo ha riportato da Seoul a Roma, ha risposto ai giornalisti presenti sulla situazione in Iraq. «Fermare l'aggressore ingiusto - ha proseguito Bergoglio a quanto riporta Vatican Insider - è lecito. Ma dobbiamo avere memoria, quante volte sotto questa scusa di fermare l'aggressore ingiusto le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto la vera guerra di conquista. Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto».

CI SONO TANTI MARTIRI - «Dopo la Seconda Guerra mondiale - ha ricordato il pontefice - c'è stata l'idea della Nazioni Unite, là si deve discutere e dire: c'è un aggressore ingiusto? Sembra di sì, e allora come lo fermiamo? Soltanto questo, niente di più».
Quanto alle minoranze, «grazie per aver usato questa parola», ha detto il Papa al cronista che aveva posto la domanda. «Perché a me parlano di cristiani, quelli che soffrono, i martiri. E sì, ci sono tanti martiri. Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose, non sono tutti cristiani, e tutti sono uguali davanti a Dio. Fermare l'aggressore ingiusto è un diritto che l'umanità ha ma è anche un diritto che ha l'aggressore di essere fermato perché non faccia del male».