4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
La crisi irachena

Centinaia di soldati iracheni uccisi da jihadisti Isil

L'annuncio arrivato in tv dal generale Qassem Atta, portavoce sulla sicurezza del primo ministro iracheno Nouri al Maliki. Intanto i ribelli sunniti in Iraq hanno assunto il controllo di un secondo valico di frontiera con la Siria. Leader sunnita iracheno: combattiamo con Isil per cacciare Maliki.

BAGHDAD - «Centinaia» di soldati iracheni sono stati uccisi dai militanti arabo sunniti nell'imponente offensiva che ha portato alla caduta di vaste zone del Paese.
L'annuncio arrivato in tv dal generale Qassem Atta, portavoce sulla sicurezza del primo ministro iracheno Nouri al Maliki, è l'informazione più specifica finora fornita dal governo sulle perdite delle forze di sicurezza irachena da quando i ribelli hanno lanciato la loro offensiva, il 9 giugno.

Conquistato il secondo valico di frontiera con la Siria
Ribelli sunniti in Iraq hanno assunto il controllo di un secondo valico di frontiera con la Siria. Lo hanno indicato responsabili dell'esercito.
Il valico di frontiera di al Walid è stato conquistato domenica e le forze di sicurezza che lo controllavano sono ripiegate verso una posizione al confine con la Giordania. I ribelli avevano assunto martedì il controllo del posto di frontiera di al Qaim.

Leader sunnita iracheno: combattiamo con Isil per cacciare Maliki
Sheikh Ahmed al-Dabash, leader dell'Esercito islamico dell'Iraq, il gruppo armato attivo nel paese dal 2004 che rivendicò l'uccisione del giornalista italiano Enzo Baldoni, ha rivelato al Telegraph che migliaia di suoi uomini stanno combattendo al fianco dei jihadisti sunniti dello Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isil), pur non condividendone l'estremismo.
«Siamo pronti a combattere ogni occupazione, che sia americana o iraniana - ha detto al quotidiano britannico - oggi abbiamo un nemico comune con l'Isil, per questo stiamo combattendo insieme», ma «non siamo estremisti come l'Isil, non concordiamo con le loro politiche. Noi non vogliamo ricorrere alla sharia (legge islamica). Noi vogliamo una costituzione sotto la legge civile».
Dabash, l'uomo che nel 2006 era il terrorista più ricercato dagli Usa in Iraq, ha sottolineato come obiettivo dell'offensiva dei sunniti iracheni sia cacciare il premier iracheno, lo sciita Nouri al Maliki, per poi «dividere l'Iraq in tre regioni autonome, con una condivisione in parti uguali delle risorse da parte di sunniti, sciiti e curdi».

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