5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
Gli effetti delle guerre e delle crisi

Più di 50 milioni di sfollati in tutto il mondo

Rapporto pubblicato dall'Unhcr, un'agenzia delle Nazioni Unite: Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il numero di sfollati nel mondo a causa di conflitti e crisi ha superato la soglia dei cinquanta milioni. Il richiamo del Presidente Napolitano: «Italia e Europa ascoltino con attenzione»

GINEVRA - Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il numero di sfollati nel mondo a causa di conflitti e crisi ha superato la soglia dei cinquanta milioni. Lo indica un rapporto pubblicato dall'Unhcr, un'agenzia delle Nazioni Unite.
A fine 2013, «51,2 milioni di persone sono state» sradicate dalle loro case, «ossia 6 milioni in più dei 45,2 milioni accertati a fine 2012», ha indicato Antonio Guterres, Alto commissario Onu per i rifugiati, presentando alla stampa il rapporto.
«Dobbiamo fronteggiare un enorme aumento di tutti gli sgomberi forzosi», ha indicato Guterres, che ha aggiunto che ci sono stati già due milioni e mezzo di nuovi rifugiati siriani e sei milioni e mezzo di sfollati interni in Siria dall'inizio del conflitto.

IL RICHIAMO DI NAPOLITANO - Le storie di coloro che fuggono da persecuzioni e violenze «andrebbero ascoltate da tutti in Italia e in Europa con la massima attenzione per trarne stimolo a operare decisamente sul fronte dell'accoglienza e per un futuro migliore e più sicuro di intere popolazioni». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Laurens Jolles, delegato dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per il Sud Europa.
Il capo dello Stato saluta «gli organizzatori delle celebrazioni della Giornata mondiale del Rifugiato e quanti le animano con la loro convinta partecipazione». «Il tema prescelto 'La storia dietro ogni numero - Ogni storia merita di essere ascoltata' ha una forte carica di attualità: l'esodo dalla Siria e da molti paesi dell'Africa che ci investe in un drammatico crescendo, ci porta a contatto - ha detto - con le tragiche vicissitudini di migliaia di individui e famiglie vittime di persecuzioni e violenze».

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