5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
La rivolta in Siria

Russia e Cina «bloccano» il deferimento della Siria alla Corte penale dell'Aja

La Cina e la Russia hanno posto il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che voleva deferire le due parti in conflitto in Siria davanti alla Corte Penale Internazionale.

NEW YORK - La Cina e la Russia hanno posto il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che voleva deferire le due parti in conflitto in Siria davanti alla Corte Penale Internazionale. La risoluzione era stata proposta dalle potenze occidentali per rispondere alle crescenti atrocità del conflitto civile siriano, inclusi gli attacchi con armi chimiche, le torture sistematiche, i bombardamenti suoi civili e il blocco dell'accesso agli aiuti umanitari. E' la quarta volta che la risoluzione viene bloccata da Mosca e Pechino. Tutti gli altri 13 membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato a favore.

LE ACCUSE AMERICANE - «La bozza di risoluzione non è stata approvata a causa dei voti contrari di alcuni membri permanenti del Consiglio di Sicurezza», ha riferito l'ambasciatore sudcoreano Oh Joon, presidente di turno del Consiglio. L'ambasciatore Usa, Samantha Power, ha detto che «il popolo siriano non vedrà ancora la giustizia oggi» a causa del veto dei due membri del consiglio, un veto che protegge non solo il regime siriano ma anche i gruppi terroristici. La Siria non ha firmato la convenzione per la Corte Penale internazionale, così solo il Consiglio di sicurezza ha il potere di decidere se deferirla alla Corte per crimini di guerra o crimini contro l'umanità, come fece per il Darfur nel 2005 e la Libia nel 2011.

ARMI CHIMICHE, PRONTO L'ULTIMO CARICO - Le armi chimiche ancora sul suolo siriano «sono imballate e pronte» per essere evacuate non appena le condizioni di sicurezza nel Paese lo consentiranno. Lo ha reso noto l'Opac, l'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche. «Circa 100 tonnellate di agenti chimici, pari all'8% dello stock dichiarato dalla Siria, si trovano in un unico posto», ha dichiarato il direttore dell'Opac, Ahmet Uzumcu, al Consiglio esecutivo dell'organizzazione. «Sono imballate e pronte per essere trasportate», ha aggiunto la stessa fonte: «Le autorità siriane ci hanno informato che esse non possono essere ancora trasportate per ragioni di sicurezza in quella zona». In virtù dell'accordo russo-americano concluso nel settembre 2013 sotto il patrocinio dell'Onu, la Siria si è impegnata a sbarazzarsi del suo arsenale chimico. L'evacuazione ha però accumulato ritardo rispetto al calendario previsto a causa del conflitto in corso.

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